Un'ora di camera di consiglio, poi la decisione. Erano da poco trascorse le 16 quando il presidente del collegio giudicante, Maria Di Carlo ( a latere i colleghi Anita Polito ed Andrea Loffredo), ha letto il dispositivo della sentenza che ha disatteso del tutto le richieste del Pm e della parte civile, ed ha accolto, ma con una formula ancora più radicale, quelle della difesa: il fatto non sussiste.
Ecco perchè sono state assolte le quattro persone - presidenti, amministratori delegati e direttori generali di due istituti di credito- chiamate in causa da un'indagine condotta dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza in materia di usura bancaria.
L'assoluzione è stata stabilita per Corrado Mariotti, 74 anni, presidente della Banca Popolare di Ancona dall'8 dicembre 2005 al 31 marzo 2008, Antonio Martinez, 79 anni, di Milano, Luciano Goffi, 64 anni, rispettivamente amministratore delegato (dall'8 dicembre 2005 al 28 aprile 2006) e direttore generale (dall'8 dicembre 2005 al 31 marzo 2008) della stessa banca, e di Franco Zanetta, presidente della Banca Popolare di Novara, difesi dagli avvocati Luca Fusco, Simone Lonati, Angelo Peluso e Andrea Ranghino, che si erano spesi perchè i loro assistiti venissero assolti per non aver commesso il fatto o perchè il fatto non costituisce reato.
Opposte le conclusioni del pm Flavia Felaco, che aveva proposto la condanna di tutti a 2 anni e 5mila euro di multa, e degli avvocati Andrea De Longis senior e Federica Ventorino, legali dell'imprenditore beneventano Orazio Marchetti, parte civile, che avevano sollecitato la dichiarazione di responsabilità degli imputati ed il pagamento una provvisionale di 50mila euro per ciascuno di loro.
Nel mirino degli inquirenti erano finite le somme che sarebbero state prestate a Marchetti, facendosi promettere – secondo l'accusa – interessi usurari, “comunque superiori al tasso soglia normativamente previsto, considerati in detti tassi sia le condizioni illegittimamente praticate sia la commissione massimo scoperto”.
La pronuncia del Tribunale è arrivata al termine di un processo partito nel dicembre 2016. Quasi due anni prima - gennaio 2015- il giudice Gelsomina Palmieri aveva deciso il non doversi procedere, perchè il fatto non costituisce reato, nei confronti di otto dirigenti e funzionari dei due istituti di credito ora tirati in ballo con i loro vertici.
Esp
