Ha deciso che... non può decidere. Fino a quando non avrà a disposizione il fascicolo che la Procura non gli ha trasmesso perchè ritiene, essendo l'indagine ancora in corso, di non doverlo fare. Così il gip Flavio Cusani , che ne ha fissato un'altra per l'8 luglio, dopo la camera di consiglio di mercoledì scorso che si era resa necessaria sulla base di un'istanza degli avvocati Gaetano Pecorella e Angelo Leone, che assistono la parlamentare Nunzia De Girolamo.
Un appuntamento che Ottopagine aveva anticipato, documentando, anche fotograficamente, la presenza dei due legali al Palazzo di giustizia. Un'iniziativa, quella adottata dai due difensori, finalizzata a conoscere l'uso che si intende fare (quali e quante di esse) delle registrazioni dell'ex direttore amministrativo dell'Asl Felice Pisapia nell'abitazione paterna della De Girolamo.
Conversazioni dedicate alla gara per il 118, ai rapporti con il Fatebenefratelli (la storia del cambio di gestione del bar), alla dislocazione delle sedi Asl sul territorio, ad un sequestro di latticini. Argomenti al centro di uno dei tre filoni dell'inchiesta sull'Azienda sanitaria che stanno conducendo il sostituto procuratore Nicoletta Giammarino ed i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del tenente colonnello Luca Lauro.
Registrazioni definite “illecite ed inutilizzabili” dalla deputata, che nel gennaio 2014, dopo la pubblicazione di alcuni stralci dei colloqui, si era dimessa da ministro delle Politiche agricole del governo guidato da Enrico Letta, respingendo qualsiasi sospetto sul suo conto. Rivendicando la correttezza del proprio comportamento.
Come più volte ricordato, a marzo, poi, Pecorella e Leone avevano presentato in Procura un esposto contro quelle “captazioni illegittime e penalmente rilevanti”, chiedendo di procedere nei confronti di chi “ha effettuato le captazioni illecite per portarle all'esterno, di coloro che le hanno fornite a giornali e tv e di quanti le hanno diffuse”. Attenzione puntata sulla “ tutela della privacy, che è ancora maggiore per una parlamentare”, su “captazioni che non possono in alcun modo essere una prova perchè sono illecite. Ed un processo non può essere fatto con prove che sono un reato: interferenze illecite nella vita privata”.
Enzo Spiezia
