“Questa operazione sottolinea la preoccupante effervescenza di attività di spaccio sul nostro territorio”. Così il questore Giuseppe Bellassai al termine dell'operazione antidroga denominata “Forever” che questa mattina ha portato all'arresto di 18 persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga.
“Troppo spesso – ha rimarcato Bellassai - inopportunamente si sottolinea la tranquillità di questo territorio. In realtà si tratta di un territorio che va controllato. Lo spaccio crea collegamento con altre situazioni criminali più pericolose che arrivano dai territori limitrofi di Napoli e Caserta. Il Sannio non vive i problemi di quelle zone, ma non è esente da fenomeni criminali”.
Il numero uno della Questura sannita si è poi complimentato con gli agenti della Squadra mobile, diretti dal vicequestore Emanuele Fattori che è entrato nei particolari delle indagini, a partire da un piccolo 'bunker' scoperto lo scorso 8 giugno all'interno dell'abitazione di Nicola Fallarino, una delle persone arrestate all'alba (Leggi qui tutti gli altri nomi). “Durante un controllo e dopo aver circondato l'edificio dove abita Fallarino – ha spiegato il dottore Fattori – eravamo entrati per un controllo ma non avevamo trovato l'indagato. Dopo poco, il cane antidroga che era con noi ha cominciato a salire e scendere da una scaletta dei mobili della camera da letto. Spostati i mobili abbiamo trovato il 34enne, che era nascosto all'interno del vano ricavato nella cameretta”.
“Negli ultimi anni e negli ultimi mesi – ha sottolineato ancora il dirigente della Mobile - l'associazione si era dotata di strumenti quali armi da fuoco, come una mitraglietta rinvenuta all'interno di un vano condominiale al pari di droga e di una pistola. Rinvenimenti che fanno innalzare il profilo criminale e per questo dobbiamo tenere alta la guardia”. Il dottore Fattori si è poi soffermato sul modus operandi dello spaccio “che avveniva anche con l'utilizzo di numerose biciclette elettriche, da mesi controllate anche dagli agenti delle Volanti” e sul ruolo intimidatorio della presunta associazione: “In alcuni casi – ha concluso - abbiamo assistito a dei veri e propri pestaggi mai denunciati o a danneggiamenti come gli incendi di auto commessi in città e sempre per fatti legati alla droga. Associazione caratterizzata dalla sfrontatezza da parte del capo”.
