Quarto appuntamento nel cartellone artistico 2025/26 dell’Accademia di Santa Sofia: ieri sul palco dell’Auditorium “Sant’Agostino” di Benevento si è esibita “Accademia di Santa Sofia: dal Contemporaneo al Classicismo”.
L'esibizione è stata divisa in quattro parti. L'orchestra era cosi composta: ai violini Riccardo Zamuner, Saveria Mastromatteo, Chiara Civale, Niccolò Laiso, Maria Teresa De Sanio, Teresa Giordano e Alessandra Rigliari, alle viole Francesco Solombrino e Martina Iacò, ai violoncelli Danilo Squitieri e Alfredo Pirone e al contrabbasso Gianluigi Pennino.
Il programma è stato aperto dagli studi per archi n° 1 e n° 5 op. 44 di Paul Hindemith, che fanno parte di una raccolta di 5 brani composti seguendo la sua concezione luterana della musica che assegna all’arte dei suoni una funzione educativa e di edificazione spirituale.
Seguito poi dal Labyrinthus di Filippo Zigante che è una composizione che si articola in due momenti distinti ma strettamente connessi, che mettono in relazione l’origine, la maturità e il destino finale dell’essere umano.
"Poiché la ragione non è in grado di fornire risposte definitive, questi momenti finiscono per dissolversi l’uno nell’altro, riportando l’ascoltatore al punto iniziale del percorso musicale".
Il ritorno all’origine suggella così il senso del titolo: dal “labirinto” dell’esistenza non esiste una vera uscita, ma solo un continuo interrogarsi.
Successivamente il Divertimento per archi in re maggiore kv 136 di W.A. Mozart. A chiudere è stato l’Adagio e fuga in do minore per archi kv 546 di W.A. Mozart.
La performance è stata preceduta dal preludio di Fabrizio D’Aloia, vicepresidente e fondatore dell'associazione culturale DiCo Digital e Contemporary Art: “L’arte che fiorisce: dall’Hortus Conclusus al Giardino del Mago”.
Prossimo appuntamento nel cartellone artistico 2025/26 sabato 31 gennaio, presso il Teatro Comunale, con “Uno, nessuno, centomila”, in prima nazionale.
