Due condanne per gli stessi fatti, resta in carcere 24 ore

Il caso di un imprenditore di Grottaminarda, la Procura revoca l'ordine di esecuzione della pena

Benevento.  

Condannato due volte per gli stessi fatti, arrestato e rimesso in libertà nel giro di ventiquattro ore. Una storia paradossale che arriva dal pianeta giustizia e chiama in causa, oltre all'interessato ed alla sua incredibile disattenzione per le proprie sorti, anche chi avrebbe dovuto garantirgli comunque un'adeguata tutela legale. Lui compirà 56 anni a settembre, è un imprenditore di Grottaminarda nel settore edile.

Lunedì pomeriggio si è visto piombare in casa i carabinieri, avevano tra le mani un ordine di esecuzione per un cumulo di pene. In tutto 4 anni e 2 mesi, maturati dopo due sentenze di condanna per maltrattamenti (e lesioni) nei confronti della moglie e non solo.

Una vicenda ambientata nel 2012, una delle tante che, purtroppo, vengono registrate in ambito familiare e raccontano i problemi chee insorgono nei rapporti coniugali. E' sfociata in due processi celebrati dinanzi a due diversi giudici del Tribunale di Benevento – Pezza e Polito - e conclusi con una doppia condanna sullo stesso capo di imputazione.

La prima, di 2 anni e 2 mesi, risale alla fine dello scorso gennaio; l'altra, di 2 anni, a metà marzo. Due pronunce non impugnate dalla difesa dell'epoca (di fiducia in un caso, d'ufficio nel secondo), per questo diventate definitive tra il 5 ed il 26 giugno. Il calcolo è presto fatto, l'uomo deve scontare oltre 4 anni, anche se per la condanna iniziale – 2 anni e 2 mesi – il nuovo difensore, l'avvocato Domenico Russo, deposita il 24 luglio un'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali dopo aver ricevuto l'incarico dall'assistito, che ignora, però, come sul suo capo si sia nel frattempo abbattuta un'altra tegola: gli ulteriori 2 anni.

'Le carte' fanno il loro inevitabile percorso, la Procura di Benevento ne prende atto, ecco perchè i militari lo prelevano dalla sua abitazione e lo trasferiscono presso il carcere di Ariano Irpino. Da questo momento in poi scatta un'autentica corsa contro il tempo che incrocia la collaborazione degli addetti ai lavori: magistrati e operatori di cancelleria. E' scandita dalla presentazione, da parte dell'avvocato Russo, di una richiesta di revoca della seconda sentenza di condanna che riguarda, come detto, gli stessi fatti della prima.

Il giudice dell'esecuzione Andrea Loffredo l'accoglie e trasmette immediatamente gli atti alla Procura, che non può che 'annullare' il precedente ordine e disporre l'immediata liberazione dell'imprenditore. Sospesa l'esecuzione della pena a suo carico: ora ammonta a 2 anni, 1 mese e 29 giorni. Manca un giorno, quello trascorso dietro le sbarre senza motivo.

Esp