"Soldi e voti", il Gip decide a marzo su Picucci e Salierno

Il Pm ha chiesto di archiviare l'indagine nata dalla denuncia di una candidata a comunali 2016

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Benevento.  

Sarà il gip Flavio Cusani a decidere, il 13 marzo del prossimo anno, se debba essere archiviata, come ha chiesto la Procura, o proseguire, approfondendo alcune circostanze evidenziate dalla parte offesa, l'inchiesta per corruzione elettorale – inizialmente era stata ipotizzata la truffa -nei confronti di Armando Salierno, all'epoca segretario amministrativo dell'Udc, ed Oberdan Picucci, assessore comunale alla Cultura e vicesindaco, chiamato in causa come capolista dello stesso partito alle elezioni comunali del 2016 che hanno sancito la vittoria di Clemente Mastella.

La fissazione della camera di consiglio dinanzi al giudice è stata determinata dall'opposizione dell'avvocato Giuseppe Maturo alla proposta di scrivere la parola fine sull'indagine avanzata dal sostituto procuratore Francesca Saccone. Il legale rappresenta la collega Donatella Parente, candidata, non eletta, ad un posto in Consiglio, che con la sua denuncia nel giugno di due anni fa l'aveva innescata.

Come più volte ricordato, la professionista aveva descritto alla Digos due incontri avvenuti un mese prima, nel corso dei quali sarebbe stata destinataria di una presunta richiesta di denaro che aveva rifiutato: in tutto 7500 euro che sarebbero serviti ad ottenere un pacchetto di voti, alcuni dei quali da pescare tra i tanti in cerca di occupazione, grazie alla gestione del progetto 'Garanzia giovani' presso il Caf di Salierno, e a nominare oltre cento rappresentanti di lista. Parole che avevano dato il là alla convocazione di una serie di testimoni: deposizioni alle quali era seguita una perquisizione servita ad acquisire i nominativi di coloro che erano interessati al progetto 'Garanzia giovani'. Solo due le persone le cui dichiarazioni sono state giudicate d'interesse. Un'attività investigativa al termine della quale, un paio di mesi fa, è arrivata la richiesta di archiviazione del Pm, secondo il quale la presunta proposta di Picucci e Salierno si è attestata “al più sulla soglia dell'istigazione non accolta a commettere il delitto, la cui commissione non prevede l'applicazione della sanzione penale, salvo nei casi in cui si evidenzi la pericolosità sociale dell'istigatore”.

Conclusioni contrastate dall'avvocato Maturo, innanzitutto con il richiamo ad una pronuncia della Corte di Cassazione: “Non è necessario un concorso di persone per potersi ritenere sussistente il reato di specie, atteso che è sufficiente la sola promessa di utilità da parte del corruttore. Il reato rientra tra gli illeciti di pericolo astratto in quanto è sufficiente il compimento della condotta per determinare l’applicazione della sanzione, indipendentemente dall’effettiva messa in pericolo del bene giuridico protetto”.

Attenzione puntata, poi, sulla necessità di svolgere una “attività di ricerca della prova direttamente alla fonte e cioè non già presso il Caf facente capo a Salierno Armando, ma direttamente presso l’Assessorato Regionale al Lavoro che, estraneo ai fatti contestati, avrebbe potuto, sicuramente fornire un elenco molto più corposo di quello concesso spontaneamente dal Salierno”; di “ascoltare altri candidati della stessa lista nella quale era iscritta la denunciante al fine di verificare se questo tipo di (presunta ndr) “proposta” avanzata dal Salierno e dal Picucci, alla Parente Donatella fosse stata fatta anche a loro”, e “altri ragazzi che la Parente Donatella aveva segnalato al Salierno Armando affinché fossero iscritti nel più volte menzionato Progetto “Garanzia Giovani”. Salierno e Picucci sono difesi dagli avvocati Michele Rillo e Benedetta Masone (d'ufficio).

Esp