Avvocati, Regardi: "Candidati dopo 2 mandati? Irresponsabili"

Elezioni del Consiglio dell'Ordine, Vincenzo Regardi, penalista, guida 'Rinnovamento'

"Bisogna riacquistare credibilità e prestigio"

Benevento.  

Per sei anni è stato al vertice della Camera penale sannita, poi una pausa di riflessione e, ora, la decisione di mettersi nuovamente in gioco nella corsa alla presidenza del Consiglio dell'Ordine forense di Benevento. Cinquantaquattro anni, avvocato penalista, Vincenzo Regardi guida il gruppo 'Rinnovamento' che si oppone alla formazione uscente di Alberto Mazzeo. Credibilità e prestigio i termini più ricorrenti nell'intervista che segue, costellata, soprattutto, da continui richiami alla responsabilità.

Chi gliel'ha fatta fare di candidarsi?

“Il senso di responsabilità che certamente dobbiamo assumere nei confronti di tutti i colleghi in un momento complesso per l'Avvocatura, che ha perso molto del suo prestigio e della sua credibilità. Basta vedere gli attacchi subiti anche da esponenti governativi...”

Dica la verità, sarebbe sceso in campo anche senza la recentissima pronuncia della Cassazione?

“Assolutamente sì. La formazione del gruppo che mi ha indicato come riferimento è partita prima del deposito della nota sentenza della Cassazione. A tal proposito, mi faccia fare una precisazione: la sentenza non ha innovato alcunchè, infatti la norma che vieta le candidature dopo due mandati consecutivi è prevista già da una legge del 2012 e ribadita con la legge 113 del 2017. La Cassazione ha solo applicato la norma ad un caso che si era verificato ad Agrigento”.

Ciononostante, la maggioranza uscente si è ricandidata...

“Non ho certezza della candidatura dei colleghi uscenti che hanno espletato due mandati di fila perchè, con una decisione per me incomprensibile, dopo la scadenza dei termini (oggi a mezzogiorno ndr), non sono stati comunicati i nomi degli avvocati che hanno presentato la candidatura. Ho letto che gli uscenti con due mandati l'avrebbero fatto. Se ciò fosse vero, vorrebbe dire che dovranno spiegare, e sicuramente lo faranno durante la campagna elettorale, i motivi per i quali ritengono di dover andare in contrasto con quanto espresso dalle legge, e assumersi la responsabilità di creare una frattura nell'Avvocatura. Aggiungo, tralaltro, che non si tratta di un problema da dover affrontare ora, in quanto la loro eleggibilità dovrà essere valutata dalla commissione elettorale”.

La sua formazione si chiama Rinnovamento: facile a dirsi, ma cosa significa?

“Significa modificare la situazione attuale. Va dato atto al Consiglio uscente di aver svolto con impegno la propria attività, ma adesso non basta più. C'è bisogno di recuperare quella credibilità di cui ho parlato in precedenza, di riacquistare il prestigio e la pienezza di un ruolo che non è certamente quello dell'azzeccagarbugli. Ma, d'altra parte, dobbiamo chiederci quali sono le ragioni che hanno consentito al ministro Bonafede una simile affermazione, per quale motivo il ministro Salvini ci individua come una lobby, e sicuramente le risposte dobbiamo trovarle in noi stessi. Rinnovamento significa tutto ciò”.