Archiviare, come hanno chiesto il sostituto procuratore Francesca Saccone e gli avvocati difensori Michele Rillo e Carlo Iannace, o proseguire l'inchiesta, in linea con quanto ha sollecitato, per la parte offesa, l'avvocato Giuseppe Maturo?
Parola al gip Loredana Camerlengo, dinanzi al quale si è tenuta la camera di consiglio sull'indagine per corruzione elettorale – inizialmente era stata ipotizzata la truffa -a carico di Armando Salierno, all'epoca segretario amministrativo dell'Udc, ed Oberdan Picucci, assessore comunale alla Cultura, chiamato in causa come capolista dello stesso partito alle elezioni comunali del 2016 che hanno sancito la vittoria di Clemente Mastella.
L'inchiesta era stata innescata nel giugno 2016, dopo l'appuntamento con le urne, dalla denuncia dell'avvocato Donatella Parente, candidata, non eletta, ad un posto in Consiglio. Come più volte ricordato, la professionista aveva descritto alla Digos due incontri avvenuti un mese prima, nel corso dei quali sarebbe stata destinataria di una presunta richiesta di denaro che aveva rifiutato: in tutto 7500 euro che sarebbero serviti ad ottenere un pacchetto di voti, alcuni dei quali da pescare tra i tanti in cerca di occupazione, grazie alla gestione del progetto 'Garanzia giovani' presso il Caf di Salierno, e a nominare oltre cento rappresentanti di lista.
Di qui la convocazione di una serie di testimoni e una perquisizione servita ad acquisire i nominativi di coloro che erano interessati al progetto 'Garanzia giovani'. Un lavoro investigativo al termine del quale, nel giugno 2018, era arrivata la richiesta di archiviazione del Pm, secondo il quale la presunta proposta di Picucci e Salierno si è attestata “al più sulla soglia dell'istigazione non accolta a commettere il delitto, la cui commissione non prevede l'applicazione della sanzione penale, salvo nei casi in cui si evidenzi la pericolosità sociale dell'istigatore”.
Argomenti ai quali l'avvocato Maturo aveva contrapposto una pronuncia della Cassazione (“Non è necessario un concorso di persone per potersi ritenere sussistente il reato di specie, atteso che è sufficiente la sola promessa di utilità da parte del corruttore. Il reato rientra tra gli illeciti di pericolo astratto in quanto è sufficiente il compimento della condotta per determinare l’applicazione della sanzione, indipendentemente dall’effettiva messa in pericolo del bene giuridico protetto”).
Inoltre, aveva richiamato la necessità di una “attività di ricerca della prova direttamente alla fonte e cioè non già presso il Caf facente capo a Salierno Armando, ma direttamente presso l’Assessorato Regionale al Lavoro che, estraneo ai fatti contestati, avrebbe potuto, sicuramente fornire un elenco molto più corposo di quello concesso spontaneamente dal Salierno”; di “ascoltare altri candidati della stessa lista nella quale era iscritta la denunciante al fine di verificare se questo tipo di (presunta ndr) “proposta” avanzata dal Salierno e dal Picucci, alla Parente Donatella fosse stata fatta anche a loro”, e “altri ragazzi che la Parente Donatella aveva segnalato al Salierno Armando affinché fossero iscritti nel più volte menzionato Progetto “Garanzia Giovani”.
