"Spilla in intestino", paziente morto. Slitta decisione Gip

Per 7 medici del Fatebenefratelli è stata chiesta l'archiviazione. Altri 5 già a giudizio

Benevento.  

Tre mesi fa l'udienza era saltata per l'astensione del giudice incaricato. Ecco perchè ne era stato indicato un altro – il gip Giuliana Giuliano-, ma anche la camera di consiglio di questa mattina è stata rinviata, stavolta per un problema di notifiche.

Se ne parlerà il prossimo 10 settembre, quando potrebbe arrivare la decisione sulla richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura e contrastata dalle parti offese attraverso l'avvocato Carmen Esposito, dell'inchiesta a carico di sette medici del Fatebenefratelli, per la morte di un 79enne di Benevento, bidello in pensione, avvenuta il 4 gennaio del 2015.

Si tratta di un caso nel quale erano stati coinvolti anche altri sette dottori: per due è già stata disposta l'archiviazione, per cinque è scattato, a gennaio, il rinvio a giudizio, con processo fissato per il 20 settembre. Ancora da definire, invece, la posizione di altri sette professionisti, difesi dagli avvocati .Mario Girardi, Andrea De Longis junior, Angelo Leone, Vincenzo Gallo, Benedetto Del Vecchio, Antimo D'Alterio e Giorgio dei Santi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'anziano, affetto da problemi cardiaci, era ricoverato in ospedale da alcuni giorni. Era stato sottoposto ad una coronarografia e ad un'angioplastica, poi per le sue condizioni era stato trasferito dal reparto all'Unità di terapia intensiva cardiologica, dove il suo cuore si era fermato per sempre.

La tesi dell'accusa è che a stroncare il paziente sia stato uno “choc ipovolemico da progressiva anemizzazione” determinata “da ulcerazioni a livello gastrico” provocate da una piccola spilla da balia che era stata rinvenuta nel corso dell'esame autoptico curato dal medico legale Monica Fonzo, ma che, secondo i difensori, non esisterebbe.

Ai sanitari, che lo avevano visitato più volte, viene contestato di non aver agito con tempestività, in particolare dopo l'abbassamento del livello di emoglobina. Fossero intervenuti in modo “corretto ed adeguato”, sostiene il Pm, sarebbe stato possibile evidenziare, “con elevata probabilità”, la presenza di quel corpo estraneo finito chissà come in corrispondenza dell'intestino.