Era imputato di aver toccato nelle parti intime il figlioletto, che all'epoca aveva 10 anni, e di averlo costretto a fare altrettanto con le sue. Un'accusa pesantissima, dalla quale è però stato assolto perchè il fatto non sussiste. E' quanto aveva chiesto l'avvocato Andrea De Longis junior per un 56enne imprenditore che abita in un centro non lontano da Benevento – la mancata indicazione dei dati serve a tutelare l'identità della parte offesa ndr -, per il quale il pm Maria Colucci aveva proposto la condanna a 7 anni.
E' l'epilogo di una storia inevitabilmente delicata, della quale ci siamo più volte occupati, finita al centro di un'inchiesta avviata dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo dopo la denuncia della madre del piccolo. I fatti risalivano al 2009, l'anno nel quale la donna era tornata con una delle figlie nel Paese di cui è originaria. Successivamente era rientrata in Italia, dove era rimasta fino a quando era scappata all'estero con i tre figli, tutti minori.
Il marito l'aveva denunciata per sottrazione di minori, lei lo aveva accusato di aver riservato le sue 'attenzioni' al bimbo, peraltro ascoltato telefonicamente, al cospetto della mamma, da una polizia straniera: una circostanza sulla quale la difesa ha sempre puntato il mirino.
Gli atti erano stati trasmessi alla Procura di Benevento, di qui l'avvio di un'indagine sfociata nel rinvio a giudizio. Una situazione alla quale l'uomo aveva controbattutto con un'ipotesi di calunnia avanzata nei confronti della consorte. La Procura aveva proposto l'archiviazione in due occasioni, nell'ultima il gip Maria Ilaria Romano aveva invece disposto l'imputazione coatta per un addebito sul quale era successivamente caduta la scure della prescrizione.
Oggi la conclusione del processo, con la discussione delle parti e la sentenza del Tribunale (presidente Rotili, a latere Di Carlo e il got D'Orsi): assolto perchè il fatto non sussiste.
