Dalla compensazione delle somme da corrispondere ai medici per la campagna vaccinale del 2011 e quelle dovute dagli stessi per l'anagrafe degli assistiti, ai controlli sul Fatebenefratelli; dal trasferimento di alcuni uffici da un immobile di Montesarchio in uno di proprietà del Comune di Airola, concesso con un comodato d'uso gratuito, alle gare. Un unico denominatore comune nelle risposte: nessuna segnalazione o sollecitazione dai vertici dell'Asl o dall'ex parlamentare Nunzia De Girolamo. Anche questa mattina era in aula, ha ascoltato le dichiarazioni di quanti si sono alternati al banco dei testimoni nel processo in cui è uno degli imputati.
Con lei Michele Rossi, ex direttore generale dell'Azienda sanitaria, Gelsomino Ventucci e Felice Pisapia, ex direttore sanitario ed amministrativo dell'Asl, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting, Luigi Barone, Giacomo Papa, collaboratori di De Girolamo, il sindaco di Airola Michele Napoletano. Tutti chiamati in causa dal filone politico dell'inchiesta sull'Asl, con accuse che vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.
Sette le persone chiamate a deporre, citate dalla difesa: tutte destinatarie, di volta in volta, delle domande del pm Assunta Tillo, degli avvocati Domenico Di Terlizzi (per De Girolamo), Roberto Prozzo (per Rossi), Salvatore Verrillo (per Papa), Vincenzo Sguera (per Barone), Luigi Supino (per Napoletano), Gerardo Orlando e Natale Polimeni, per due parti civili: il Fatebenefratelli e la Sanit.
Cinque i dirigenti Asl ascoltati: Antonio Mennitto, ex direttore amministrativo, che ha riferito sul capitolo della compensazione, Rita Angrisani, all'epoca al vertice del distretto sanitario di Benevento, interpellata sui controlli effettuati nel 2012 all'ospedale Fatebenefratelli, affidati al dottore Giuseppe Santamaria, che ha ricordato come gli stessi fossero stati da lui decisi secondo uno schema operativo adottato su indicazioni regionali, propedeutico alla liquidazione delle prestazioni offerte dalle strutture convenzionate. “Hanno riguardato la verifica di un campione delle cartelle che deve non essere inferiore al 10% del totale, e che può crescere in presenza di un errore, di determinate patologie o del ricorso al parto cesareo”.
All'ingegnere Roberto De Toma e all'architetto Sabatino De Masi, rispettivamente responsabile del Servizio immobile Asl e del Servizio urbanistica e patrimonio del Comune di Airola, è toccato ripercorrere la vicenda della dislocazione di alcuni uffici dell'Azienda da una palazzina di Montesarchio presa in fitto ad uno stabile dell'Ente locale airolano, mentre Luca Ciccone, segretario particolare di De Girolamo, ha affermato che la deputata restava a Benevento, “nella stragrande maggioranza dei casi, il lunedì”, precisando che “Papa era il responsabile degli enti locali del coordinamento provinciale del Pdl e Barone il portavoce”.
A chiudere la lista, Emma Bianco, dall'agosto 2012 nominata responsabile dei settori Provveditorato ed Economato dell'Asl. Ha spiegato di essersi occupata “in perfetta autonomia” di alcune gare: “cure domiciliari, pulizie, disinfestazione, l'acquisto di 11 ambulanze, ma non di quella del 118, portata a termine dal dottore Michele Del Vecchio anche quando sono tornata in servizio dopo un'assenza per un infortuno, agli inizi del 2013, durata due mesi e mezzo”. E la conoscenza con De Girolamo? “Me la presentò un pomeriggio Rossi, ma parlammo della sua bimba che aveva pochi mesi. Barone, invece, non so chi sia".
Passo e chiudo, il 17 ottobre il ritorno in aula per un processo nel quale sono anche impegnati anche gli avvocati Vincenzo Regardi, Claudio Botti (per Piasapia), Giandomenico Caiazza (per De Girolamo), Paolo Abbate, Emilio Perugini (per Venttucci), Mario Verrusio (per Falato), Gaetano Coccoli (per Barone), Giovannina Piccoli e Annamaria Ziccardi, per Giovanni De Masi e Antonio Clemente, e l'Asl, parti civili.
