Centri migranti: 36 rinvii a giudizio e un proscioglimento

Non luogo a procedere per Antonio Calvano, di Frasso Telesino

Benevento.  

Il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto, per Antonio Calvano (avvocato Paolo Piccialli), 40 anni, di Frasso Telesino, il rinvio a giudizio degli altri trentasei imputati. Lo ha stabilito il gup Loredana Camerlengo per le persone coinvolte nell'inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dalla Digos, sulla gestione di alcuni centri per migranti nel Sannio. Attenzione centrata sul consorzio Maleventum, sulle dodici strutture che ad esso facevano direttamente capo e su una tredicesima riconducibile ad una cooperativa consorziata.

Dovranno affrontare il processo, che partirà il 7 gennaio, Paolo Di Donato, 49 anni, di Sant'Agata dei Goti, ex amministratore e da qualche anno consulente del consorzio Maleventum; Felice Panzone, 59 anni, di Montecalvo Irpino, fino al gennaio 2017 funzionario aggregato alla Prefettura di Benevento; Salvatore Ruta, 59 anni, carabiniere in servizio alla Compagnia di Montesarchio, da un anno e mezzo in aspettativa,  Angelo Collarile, 47 anni, di Benevento, dipendente del centro Luanfra, di cui viene considerato dagli inquirenti il gestore di fatto; Giuseppe Pavone, 54 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca lavorava in Procura; Cosimo Matarazzo, 58 anni, di Vitulano,  Giuseppina Pastore, 50 anni, di San Giovanni in Fiore. Ed ancora: Elio Ouechtati, 28 anni, di Montesarchio, indicato come amministratore solo formale di Maleventum; Carmelo Rame, 64 anni, di Montesarchio, Giovanni Pollastro, 32 anni, di Sant'Agata dei Goti, Bruno Tornusciolo, 71 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Nicola Calicchio, 38 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Michele Mammaro, 32 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Domenico Coppolaro, 64 anni, di Campoli Monte del Taburno, Lucio Di Maio, 56 anni, di Napoli, ex funzionario della questura di Benevento addetto all'ufficio immigrazione; Livio Ascierto, 45 anni, di Sant'Agata dei Goti, Carmine De Rosa, 61 anni, di Sant'Agata dei Goti, Alberto Parente, 57 anni, di Cervinara, Gianpiero Mennone, 46 anni, di Castelvenere, Giuseppe Caligiure, 71 anni, di Sant'Agata dei Goti, Maurizio Marinaro, 59 anni, di Sant'Agata dei Goti, Nicola Parricelli, 52 anni, di Sant'Agata, Enzo Crescenzo Izzo, 33 anni, di Sant'Agata dei Goti, Maria Patierno, 51 anni, di Sant'Agata dei Goti, Antonio Caporaso, 61 anni, di Campoli, Loreto Izzo, 22 anni, di Sant'Agata, Pasquale Melisi, 52 anni, di Airola, Nunzio Melisi, 23 anni, di Sant'Agata, Angelina Maria Rita Pastore, 55 anni, di Morcone, Rolando Di Bernardo, 54 anni, di Benevento, Nunzia Romano, 47 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Salvatore Sorriento, 41 anni, di Gricignano; Paola Cantone, 46 anni, di Lusciano; Carmine Della Gatta, 45 anni, di Gricignano; Rocco Abbatiello, 54 anni, di Durazzano e   Mohammed Moctar, 31 anni di Sant'Agata de' Goti. Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere, falso, turbata libertà degli incanti, truffa, concussione, rivelazione di segreti di ufficio.

La decisione è arrivata dopo la discussione: da una parte il dottore Conzo, che ha sottolineato come l'attività investigativa abbia fatto emergere un fenomeno che ha definito “un cancro che ha causato ingenti danni all'Erario"; dall'altra i difensori, che, oltre a sollecitare il proscioglimento dei loro assistiti, hanno evidenziato la differenza tra “una patologia oncologica ed una epidemia” ed hanno attaccato l'indagine, “un castello non di cemento ma di sabbia, fondata solo su suggestioni, nella quale sono rimasti impigliati solo i pesci più piccoli. Mancano quelli grandi, non ci sono i politici che pure sono stati intercettati”.

Sono impegnati nella difesa, tra gli altri, gli avvocati Pietro Farina, Vittorio Fucci, Alessio Lazazzera, Carmine Monaco, Luca Guerra, Nino Lombardi, Angelo Leone, Nazzareno Fiorenza, Valeria Verrusio, Feliciano Salierno, Clara Niola, Andrea De Longis junior, Antonio Biscardi, Raffaele Scarinzi, Mario Feo, Rossana Perillo, Grazia Luongo, Antonella Maffei, Antonella Moscato, Giovanni Cantelli, Mariangela Crisci, Maria Teresa Del Ciampo, Luigi Morrione, Roberto Pulcino, Giovannino Rossi, Pasquale Matera, e Danilo Parente.

Parti offese il ministero dell'Interno, rappresentato dall'avvocato Stefano De Rosa (Avvocatura dello Stato), che si è costituito parte civile, e una compagnia assicurativa con l'avvocato Francesco Criscoli.