Appalti, "Non ricordo...". Pm a teste: "E' stato avvicinato?"

Gare al Comune di Benevento, in aula Giustino Tranfa. Deposizione interrotta: ora è indagato

Benevento.  

Si è seduto al banco come testimone: una sedia comunque scomoda, dalla quale si è però alzato come indagato. E' stato il presidente del Tribunale, Simonetta Rotili ( a latere Di Carlo e D'Orsi), ad interrompere la deposizione, a comunicargli la nuova veste alla luce di dichiarazioni autoaccusatorie, e ad invitarlo a nominare un difensore di fiducia – l'avvocato Marcello D'Auria-, di Giustino Tranfa, ascoltato nel processo nato dall'inchiesta, diretta dal procuratore aggiunto Giovani Conzo e dal sostituto Nicoletta Giammarino, e condotta dai carabinieri, su alcune gare d'appalto del Comune di Benevento che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti.

Epilogo di una escussione relativa alle affermazioni fatte da Tranfa ai carabinieri, che lo avevano convocato. “Sono imprenditore, ma all'epoca dei fatti – 2011 e 2012 -non facevo niente, come adesso”, ha esordito Tranfa. Che, alle domande del pm Assunta Tillo, centrate sulle circostanze riferite ad alcune gare, ha replicato con una evidente insofferenza. “Confermo ciò che ho detto, ora non ricordo più nulla, sono stato arrestato ed ho avuto una serie di problemi”, ha ripetuto più volte, rendendo particolarmente complicata la situazione. Tanto che, ad un tratto, la dottoressa Tillo è sbottata: “Lei ha una ostilità a deporre, è stato avvicinato da qualcuno prima di oggi?”. “No”, la risposta secca, seguita dall'ennesimo “non ricordo”.

Si è andati avanti così per alcuni minuti, poi l'intervento di Rotili che ha scritto la parola fine sulla presenza di Tranfa in aula. Solo temporaneamente, però, perchè lo stesso dovrà nuovamente presentarsi il 17 dicembre, quando, probabilmente, si avvarrà della facoltà di restarsene in silenzio, consentita soltanto ad indagati ed imputati.

Undici quelli rinviati a giudizio, per sette dei quali i difensori hanno chiesto la dichiarazione di prescrizione – il collegio si pronuncerà nella prossima udienza- di due capi di accusa per corruzione e turbativa d'asta contestati per i lavori del nuovo terminal dei bus. Si tratta di Angelo Mancini (avvocato Vincenzo Regardi), 49 anni, di Benevento, chiamato in causa come ex coordinatore dei progetti del Piu Europa, che, secondo gli inquirenti, avrebbe orientato l'assegnazione di una serie di lavori dopo aver spiato le offerte delle ditte partecipanti attraverso un endoscopio che sarebbe stato infilato nelle buste, senza aprirle; Mario Siciliano (avvocati Roberto Prozzo e Luigi Giuliano), 55 anni, Pietro Ciardiello (avvocato Roberto Prozzo), 71 anni, di Benevento, Angelo Collarile (avvocato Antonella Tornusciolo), 47 anni, Fioravante Carapella (avvocato Nunzio Gagliotti), 57 anni, Giuseppe Pancione (avvocati Dario Vannetiello e Raffaele Scarinzi), 59 anni, di San Martino Valle Caudina, Angelo Pilla (avvocato Federico Paolucci), 58 anni, di Benevento.

Una richiesta che ha incrociato il parere favorevole del Pm e dell'avvocato Paola Porcelli (per il Comune di Benevento, parte civile) solo per la turbativa d'asta, non per la corruzione.

A completare l'elenco degli imputati, Pellegrino Parrella (avvocati Dario Vannetiello e Teodoro Reppucci), 57 anni, di Roccabascerana, Antonio D'Addona (avvocati Antonello Aucelli e Vincenzo Fiume), 55 anni, di Montecalvo Irpino, Guido Mastantuono (avvocato Alessio Lazazzera), 53 anni, di Montecalvo Irpino, e Carmine Iannella (avvocato Giuseppe Sauchella), 54 anni, di Torrecuso, quest'ultimo l'unico a non essere stato raggiunto da alcun provvedimento nel giugno del 2016, quando erano state eseguito una serie di misure cautelari successivamente attenuate e revocate.