Aveva 17 anni, "Giovanni è stato indotto al suicidio"

La famiglia del giovane di Bucciano si è opposta all'archiviazione chiesta dalla Procura

Benevento.  

Da quel terribile giorno sono trascorsi tre anni e nove mesi, ma i suoi familiari non si sono mai arresi, convinti come sono che Giovanni sia stato spinto a togliersi la vita. Ecco perchè, attraverso l'avvocato Antonio Leone, si sono opposti alla richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura, dell'inchiesta sulla tragedia del 17enne di Bucciano che il 23 febbraio del 2016 era stato rinvenuto impiccato ad un albero nei pressi di un capanno alle spalle della sua abitazione.

Una storia agghiacciante che questa mattina è stata ripercorsa durante l'udienza dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, che dovrà decidere se scrivere la parola fine o approfondire i venti temi d'indagine, illustrati dal difensore dei genitori e delle sorelle del giovane, emersi da una consulenza di parte sul telefonino della vittima, con la trascrizione di decine e decine di messaggi anche whatapp. Nel mirino una serie di circostanze che, secondo quanti volevano bene a Giovanni, potrebbero averlo indotto a chiudere per sempre i conti con la sua esistenza perchè vittima di bullismo ed altre condotte.

Come si ricorderà, l'indagine era stata riaperta nel novembre 2017, su sollecitazione dell'avvocato Leone, dal sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa, a distanza di un mese e mezzo dal momento in cui era stato archiviato il fascicolo aperto, per istigazione al suicidio, a carico di un vigile urbano, chiamato in causa per un rimprovero che avrebbe rivolto anche al 17enne. La prosecuzione dell'attività investigativa, supportata da alcuni elementi forniti dal legale, è però sfociata, come detto, in una richiesta di archiviazione, sulla quale, adesso, è attesa la pronuncia del giudice.

Un dramma, quello del minore, di cui si era occupata anche la trasmissione Chi l'ha visto?, al centro di una lettera inviata al presidente della Camera e ai ministri della Giustizia e dell'Istruzione, “per evitare che le vittime di bullismo siano offese, derise ed abusate solo perchè sensibili e diverse, e che si arrendano scegliendo la morte alla vita”.