Quando e in che modo sia riuscito ad infilarsi nell'ano quell'involucro con la droga ed un microtelefonino, resta ancora poco chiaro. Di certo c'è, però, che quando li ha espulsi, per la fidanzata e la sorella, che erano andati a trovarlo nel carcere di Benevento, è scattato l'arresto. Arresti domiciliari, in particolare, disposti dal sostituto procuratore Flavia Felaco, che il gip Gelsomina Palmieri ha confermato per una 22enne ed una 30enne della provincia di Napoli.
Secondo una prima ricostruzione, erano state fermate dalla polizia penitenziaria durante il colloquio con un loro familiare, anch'egli partenopeo, detenuto per rapina nella struttura di Capodimonte. Un appuntamento al quale si erano presentate con i tre figli – uno di appena 16 mesi – della sorella del recluso, che aveva espresso la volontà di vederli dopo nove mesi.
L'intervento degli agenti era stato innescato da un movimento, apparso strano, notato attraverso le telecamere durante l'incontro. Di qui la decisione di procedere ad una perquisizione delle due giovani, risultata negativa. Le sorprese erano saltate fuori successivamente, quando il detenuto, che evidentemente aveva intuito di essere stato scoperto, aveva deciso di evacuare il contenuto intestinale: 25 grammi di hashish e un piccolo cellulare, di quelli che ormai da tempo vengono sequestrati nei carceri.
A seguire, l'arresto della 22enne e della 30enne, comparse questa mattina in Tribunale per l'udienza di convalida, nel corso della quale sono state difese d'ufficio dall'avvocato Fabio Russo. Entrambe, come detto, sono rimaste agli arresti in casa, con l'accusa di aver ceduto la 'roba' al fidanzato-fratello.
