Erano accusate di occultamento di cadavere; un occultamento temporaneo- giusto il tempo di trasferire una salma, da una struttura sanitaria, a casa- ma sono state assolte per non aver commesso il fatto. E' la sentenza pronunciata questo pomeriggio dal giudice Andrea Loffredo al termine del processo a carico di tre persone di Benevento – un 47enne, un 71enne ed un 46enne – chiamate in causa da una vicenda accaduta l'8 aprile del 2012.
Un giorno che il 47enne non dimenticherà mai perchè è quello della morte di un familiare: un 74enne, anch'egli della citta, il cui cuore aveva smesso di battere per sempre nel reparto di riabilitazione pneumologica della clinica 'Villa Margherita', dove era ricoverato per seguire un ciclo di terapie. Una notizia drammatica, alla quale era seguita la comunicazione, rivolta ai parenti, che il corpo senza vita del paziente, così come previsto dalle norme, sarebbe dovuto restare nella sala morgue, in attesa dei funerali.
Ciò nonostante, sosteneva la Procura, i tre uomini si sarebbero comportanti in maniera diametralmente opposta: agendo in concorso, avrebbero prelevato la salma dalla stanza 416, l'avrebbero caricata a bordo di una Opel e trasportata presso la sua abitazione alla contrada Pino, dove era stata allestita la camera ardente.
Un episodio finito al centro di una indagine sfociata in un proceso concluso, come detto, con l'assoluzione degli imputati, difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera e Pellegrino Cavuoto, sostituiti dalla collega Viviana Olivieri.
