"Garza nell'addome dopo intervento", paziente muore

Slitta l'udienza sul decesso di un 83enne avvenuto al Rummo. Chiesto il processo per sei

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Benevento.  

E' slittata al 19 maggio, per l'astensione nazionale dei penalisti, l'udienza preliminare, fissata dinanzi al gup Vincenzo Landolfi, per le sei persone -chirurghi, anestesisti e infermieri del Rummo- di cui il sostituto procuratore Marilia Capitanio ha chiesto il rinvio a giudizio nell'indagine sulla morte di un 83enne di San Giorgio la Molara, avvenuta il 16 agosto del 2016.

Secondo una prima ricostruzione, l'anziano si era ricoverato in ospedale a metà giugno per un problema alla colecisti. I risultati degli esami che gli erano stati praticati avevano reso indispensabile l'intervento, effettuato a luglio. Tutto era filato via liscio, nessuna difficoltà. Fino a quando, ma per una complicanza legata al drenaggio, il paziente era entrato ancora in sala operatoria.

Non è finita: i suoi familiari, assistiti dall'avvocato Alberto Mignone, sostengono infatti che l'83enne aveva infatti dovuto affrontare un terzo intervento perchè nel corso del precedente gli avrebbero lasciato una garza nella cavità addominale. Un corpo estraneo che gli avrebbe causato un'infezione ed avrebbe determinato il ricorso all'ulteriore operazione. A distanza di meno di una settimana, infine, il decesso del pensionato. Una vicenda al centro dell'attività investigativa dei carabinieri.

Sono impegnati nella difesa gli avvocati Marcello D'Auria, Antonio Leone, Raffaele Scarinzi, Fabrizio Crisci, Rino Caputo, Giorgio Esposito, Massimiliano Costa e Fabio de Maria.