La nuova data va cerchiata sul calendario del prossimo anno: 24 marzo. Quel giorno sarà trascorso poco meno di un anno dal momento in cui – era lo scorso 8 aprile- il gip Giuliana Giuliano, al quale è subentrato il collega Vincenzo Landolfi, aveva affidato a tre periti l'incarico di procedere agli accertamenti disposti nell'incidente probatorio sollecitato dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo nell'inchiesta sulla morte di Maria la bimba di 9 anni che il 19 giugno del 2016 era stata trovata morta, annegata, nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino.
Questa mattina era in programma l'udienza, ma, come anticipato alcune settimane fa, è slittata sulla scorta di una istanza di rinvio dei tre specialisti, che, nel frattempo, ne hanno avanzata ancora un'altra – la quarta, per la precisione. Da qui la necessità di fissare un appuntamento un po' più in là nel tempo, in modo da dare loro la possibilità di depositare le conclusioni su una serie di analisi per le quali è stato anche chiesto il via libera all'acquisto dei necessari reagenti.
Come più volte ricordato, al lavoro ci sono i professori Cristoforo Pomara, Ciro Di Nunzio (con il chimico Aldo Di Nunzio) e Francesco Sessa, impegnati a valutare i risultati già ottenuti ai tempi dell'autopsia curata all'epoca dal professore Claudio Buccelli e dalla dottoressa Monica Fonzo,- e ad eseguire ulteriori test chimico-biologici, attraverso nuove metodiche, per la ricerca e la definizione di eventuali tracce genetiche su alcuni abiti sequestrati dai carabinieri.
Operazioni compiute alla presenza dei consulenti di parte: i professori Fernando Panarese (per Daniel Ciocan che, difeso dall'avvocato Salvatore Verrillo, è indagato per omicidio e violenza sessuale), Tatiana Mangiullo e Marina Baldi, per i genitori di Maria - sono rappresentati dagli avvocati Fabrizio Gallo e Serena Gasperini-, anche loro indagati da alcuni mesi per l'ipotesi di violenza sessuale.
