Annullata dalle Sezioni unite della Cassazione, con rinvio dinanzi alla sezione disciplinare del Csm, la destituzione di Michele Monteleone, ex presidente della seconda sezione Civile, con delega ai fallimenti – attualmente è facente funzioni -, del Tribunale di Benevento.
La decisione nei confronti di Monteleone era stata adottata nello scorso febbraio dalla stessa commissione del Csm, che ora dovrà nuovamente occuparsi della posizione del magistrato, ma alla luce di una serie di criteri fissati dalla Suprema Corte, alla quale Monteleone si era rivolto con l'avvocato Alfonso Pappalardo.
Il provvedimento nei suoi confronti faceva riferimento ad una vicenda che risaliva all'epoca in cui Monteleone operava presso la sezione fallimentare del Tribunale di Bari. Una storia centrata sulla vendita di un immobile, operata dal curatore, ad una persona vicina al giudice, finita anche al centro di un'indagine penale che nel 2014 si era conclusa per Monteleone con l'archiviazione disposta dal gip di Lecce, secondo il quale l'indagine non doveva proprio essere avviata perchè il magistrato aveva presentato una denuncia sui fatti al centro delle attenzioni degli inquirenti.
Inevitabile l'apertura di un procedimento disciplinare, che il Csm, nella precedente consiliatura, aveva però archiviato. Con una decisione impugnata dalla Procura generale della Cassazione e annullata dalle Sezioni unite della Suprema Corte. Di qui l'ulteriore esame della disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, concluso, a febbraio, con la rimozione. Ora l'annullamento che richiederà un'ulteriore pronuncia del Csm.
