Dai, ormai è Natale: gli auguri facciamoli a tutti

Lunga la lista dei destinatari

Benevento.  

Mancano ancora dieci giorni, mica qualcuno si offenderà se partono gli auguri di Natale in anticipo?La lista è lunga, meglio provvedere in tempo.

C'è un problema: da chi cominciare? Forse è il caso di andare sul sicuro, su un must inossidabile che resiste alle intemperie: i furbetti. Ce ne sono di ogni tipo e genere, fanno parte di una specie protetta che popola anche la nostra città e la nostra provincia.

Buon Natale a loro che se fregano degli altri, che calpestano le regole e poi, magari, osano anche alzare la voce quando si imbattono in qualcuno che è più furbo di loro.

Certo che si batteranno il petto e proveranno a sembrare più buoni, li vedremo sorridenti e con l'espressione di chi pensa di poter così emendarsi. Cercando di far dimenticare comportamenti all'insegna della maleducazione e dell'inciviltà. Punto: è preferibile non continuare.

Buon Natale agli incompetenti che il fato ha piazzato nelle istituzioni: almeno ci fanno ridere, ci mettono di buonumore, regalandoci pillole di ignoranza che corrono il rischio di scatenare una overdose. Sono lo specchio di una parte della società che probabilmente neanche si accorge, o li valuta irrilevanti, dei guasti irrimediabili che provocano alla credibilità di un Paese.

Ciò che conta davvero, per loro, è apparire comunque, poco importa il livello di conoscenza delle cose che blaterano al cospetto di una opinione pubblica stordita, assuefatta alla propaganda, che non vuole informarsi ma solo credere di esserlo. Che reagisce con fastidio, certa della sua percezione della realtà, a quanti tentano di offrire una versione alternativa ed aderente ai fatti.

Buon Natale agli ipergarantiti che non immaginano neanche lontanamente cosa sia la paura di perdere il lavoro, l'angoscia per averlo perso, la rabbia di averne uno a tempo o precario, la frustrazione per l'assenza di una occupazione.

Dovrebbero essere questi ultimi, quelli in difficoltà, a gridare e chiedere risposte, ma il paradosso è che la scena mediatica – il teatrino riservato a politici ed esperti-, con le eccezioni legate all'illustrazione delle situazioni di crisi – riflette quasi sempre il pensiero di coloro che restano al sicuro, al riparo. Pronti sì a scendere in piazza e a lanciare il grido di battaglia attraverso i social, a patto però che il loro status quo non venga neanche sfiorato.

Buon Natale a chi studia perchè ne ha la voglia e la possibilità, e a chi non lo fa; a chi produce ricchezza e a quanti si impegnano duramente nelle professioni e nelle attività commerciali ed artigianali. Buon Natale a chi ricorre alla mozione degli affetti come asso da tirar fuori dalla manica per giustificare un flop, un insuccesso. Per spingerci ad accontentarci di ciò che abbiamo, ad apprezzare, nonostante tutto, ciò che ci circonda, anche se non ci piace; ad assecondare la nostalgia canaglia di chi è lontano.

Buon Natale, con una promessa solenne: a Capodanno nessuno vi annoierà.