Mancano alcuni atti, come gli interrogatori resi dopo l'arresto e la conclusione delle indagini: un dato sottolineato dalla difesa, che ha determinato lo slittamento al 9 gennaio dell'udienza preliminare, fissata dinanzi al gup Loredana Camerlengo e celebrata nell'aula di Corte di assise, a carico di Nicola Fallarino (avvocati Vincenzo Sguera e Domenico Dello Iacono), 35 anni, di Benevento, di cui il sostituto procuratore Flavia Felaco ha chiesto il rinvio a giudizio per l'omicidio di Cosimo Nizza, 48 anni, di Benevento, ucciso a colpi di pistola il 27 aprile del 2009 sotto la sua casa al rione Libertà.
Come si ricorderà, Fallarino, già detenuto per droga dal luglio 2018, era stato arrestato lo scorso 5 marzo sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavio Cusani in una indagine della Squadra mobile centrata su un delitto che fino a quel momento era rimasto insoluto; fondata sul contenuto di alcune intercettazioni ambientali operate in un'inchiesta antidroga della Dda e sulle dichiarazioni di alcune persone.
In particolare, quelle di un collaboratore di giustizia che aveva sostenuto di aver conosciuto nel 2017 Nicola Fallarino, mentre entrambi erano rinchiusi nel carcere di Viterbo, che gli avrebbe detto, per accreditarsi ai suoi occhi, di aver ucciso lui Nizza, fornendogli anche, come punto di riferimento rispetto all'appartamento della vittima, l'indicazione di una statua della Madonnina. Alcuni familiari di Nizza, parti offese, sono rappresentati dall'avvocato Antonio Leone.
