Poco meno di quattro anni fa – nel febbraio 2016 – il Tribunale di Benevento lo aveva assolto dalla tentata violenza privata e aveva dichiarato il non luogo a procedere, per tardività della querela, rispetto all'imputazione di violenza sessuale (anche tentata), dopo aver escluso l'aggravante contestata. Un'aggravante che la Corte di appello aveva invece ritenuto sussistente, condannandolo a 2 anni, pena sopesa.
Una sentenza che ora, dopo la pronuncia della Cassazione, è diventata definitiva per un dipendente dei Monopoli, in servizio a Benevento (la mancata indicazione delle generalità serve a tutelare l'identità della vittima ndr), riconosciuto responsabile di aver molestato sessualmente una collega, parte civile con l'avvocato Ernesto Ruggiano. Entrambi sono sposati ed abitano in provincia, la storia risale ad un periodo compreso tra agosto 2011 e marzo 2012.
Secondo gli inquirenti, l'uomo, difeso dall'avvocato Marcello D'Auria, voleva a tutti i costi stringere un rapporto sentimentale con l'impiegata che incrociava in ufficio ogni mattina. Un'intenzione non corrisposta. Agli inizi di agosto del 2011, dopo averla vista rientrare nella sua stanza, le avrebbe prima chiesto, gridando, dove fosse stata, poi le avrebbe lanciato addosso alcuni fascicoli.
A questo punto, avrebbe cercato di bloccarla alle spalle, quindi avrebbe allungato le sue mani, con forza, sui seni della malcapitata. Che aveva reagito, spintonandolo e sferrandogli dei pugni alla testa. A tutto ciò lui avrebbe anche aggiunto alcuni pesanti apprezzamenti nei suoi confronti. Episodi che la donna aveva denunciato in Procura, innescando l'avvio di un'indagine sulla quale è adesso arrivato il sigillo conclusivo con la conferma della condanna.
