Giorno 53 anno Domini 2020. Seconda tappa in farmacia, il locale che, dopo il negozio di alimentari e la tabaccheria-edicola, ho frequentato con la maggiore frequenza in queste settimane. Non sono stato rapido come nella precedente occasione, mi tocca aspettare. Roba di pochi minuti, mi tiene compagnia, a distanza, qualche altra persona.
C'è una donna apparentemente oltre la settantina che si guarda intorno, come se sperasse di incrociare qualcuno che conosce. Lo sguardo incupito come quello degli altri si illumina all'improvviso, alza il braccio destro e saluta un'altra signora che vede sopraggiungere. Forse è una coetanea, l'impressione è che non abbia voglia di fermarsi a parlare, anche lei nascosta dietro una mascherina. “Come stai?”, le chiede l'altra, quasi obbligandola a fermare la marcia. “Eh, come vuoi che stia, come tutti... Fino a quando non trovano il vaccino...”, la risposta da un paio di metri. “Hai ragione, ancora non possono, non sono ancora sicuri...”, controbatte la prima.
Fotografando in un secondo la situazione nella quale versiamo, tutti alla deriva dell'incertezza e della preoccupazione per ciò che avverrà quando potremo riassaporare il gusto di abbandonare l'immobilismo forzato al quale siamo stati costretti. Ma per fare cosa? Non sappiamo ciò che ci attende, il futuro appare sempre più, per tantissimi, un salto nel vuoto, e non saranno certo guanti e dispositivi a proteggerci dall'insicurezza che scandirà la nostra esistenza, speriamo soltanto nei prossimi mesi e non oltre.
Domani è la festa del lavoro: quanto ne è rimasto, quanto ce ne sarà quando riprenderemo? Dopo quello sanitario, drammatico, quante vittime conterà il bollettino della disoccupazione, già bello che nutrito prima dell'arrivo del virus?? Le previsioni sono fosche, nubi minacciose si addensano sempre più sul destino dei meno fortunati.
Toccherà attrezzarsi per i nuovi comportamenti ai quali dovremo allinearci per evitare problemi. Quando potremo riappropriaci delle abitudini che abbiamo dovuto mettere da parte? Quando avverrà, dovremo farlo con un'attenzione ancora maggiore, con un rigore che peserà anche sul ripristino dei rapporti. Li abbiamo dovuti sospendere, ma non sarà possibile estrarli magicamente dal limbo nel quale sono precipitati e riproporli tal quali. Insomma, siamo destinati comunque ad ulteriori sacrifici dopo quelli, molto pesanti, ai quali siamo stati sottoposti dal 9 marzo.
Un periodo lunghissimo nel quale abbiamo dovuto rinunciare alla libertà. Ecco perchè sembra comprensibile, e non eccessivo, agitare il tema della privacy a proposito dell'app da scaricare volontariamente per mappare la rete dei contatti ed intervenire qualora se ne ravvisasse la necessità. Una novità ancora tutta da scoprire, che ha riproposto il tema della conciliazione tra libertà e salute, tra quanto siamo disposti a fare, rinunciando ancora ai diritti, pur di tutelare la salute pubblica.
Ha ragione quella pensionata: un vaccino, una terapia sono indispensabili come il pane, ma quanto ci vorrà per metterlo a punto, produrlo e commercializzarlo? Boh. Nel frattempo, sarà il caso di autoimmunizzarsi con un prodotto che ciascuno dovrà usare: ha un nome, anche un hastagh: #coraggioeresponsabilità.
