Malversazione ai danni dello Stato, falso, appropriazione indebita e incendio doloso: sono le ipotesi di reato contenute nel decreto di perquisizione e sequestro firmato dal sostituto procuratore Assunta Tillo in una inchiesta, contro ignoti, che riguarda la 'Dermofarma', l'azienda di produzione e distribuzione di cosmetici e parafarmaceutici, attualmente ferma, nel cui capannone a San Salvatore Telesino è scoppiato un incendio lo scorso 26 aprile.
Nel mirino del provvedimento, eseguito dai carabinieri, documenti, supporti informatici e la stessa struttura con le attrezzature. Un'attività ritenuta necessaria al prosieguo del lavoro investigativo sulla gestione della società, già al centro di più denunce dell'avvocato Nino Del Piero: l'ultima il giorno dopo il rogo.
Assistito dall'avvocato Claudio Fusco, Del Piero è stato amministratore per circa un anno: un lasso di tempo nel corso del quale avrebbe riscontrato presunte irregolarità da parte della precedente amministrazione - si sarebbero tradotte nel depauperamento del patrimonio della società-, per le quali aveva presentato un'istanza di autofallimento.
Una mossa che, suo dire, gli sarebbe costata l'estromissione dalla carica, attuata attraverso un contestato verbale di assemblea dei soci. Da qui l'iniziativa della Procura, ora impegnata a far luce sulla vicenda; in particolare, sul destino di contributi regionali che sarebbero stati usati non per le finalità per cui erano stati richiesti, ma per pagare i compensi di incarichi e prestazioni d'opera.
