Onorare Falcone e Borsellino con condotte quotidiane coerenti

Strage di Capaci, commemorazione in Tribunale dell'Anm e di Libera

onorare falcone e borsellino con condotte quotidiane coerenti
Benevento.  

Il filo della memoria del sangue innocente va allungato in continuazione. Non come un elastico da tirare da una parte o dall'altra, adeguandolo alle proprie convenienze, ma come traccia indelebile del sacrificio. Quello dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dei loro familiari, dei loro agenti di scorta, di tutti coloro che hanno immolato la loro vita nell'adempimento del dovere. Ricordarli non può essere soltanto un esercizio da ripetere nel tempo, date cerchiate su un tragico e terribile bagaglio di morte che a distanza di decenni è ancora pieno di dubbi e misteri.

Sono trascorsi 28 anni dalla strage di Capaci e onorare le vittime di quello e tanti altri attentati mafiosi ha un senso soltanto se accompagnato dalla testimonianza di ciascuno di noi, dal nostro agire quotidiano. “Lo Stato ha il dovere di andare fino in fondo” per illuminare tutti gli angoli bui della nostra storia, di “far vivere la memoria”, ha esordito il presidente facente funzioni del Tribunale, Ennio Ricci, nelle commemorazione organizzata questa mattina al Palazzo di giustizia su iniziativa di Libera.

“Onorare la memoria di Falcone e Borsellino – ha affermato il procuratore Aldo Policastro- significa far vivere quei valori soprattutto nelle situazioni difficili, di fronte alla criminalità organizzata, alla corruzione, ai diritti negati, anche pagando il prezzo dell'impopolarità. La loro morte ha prodotto un grande movimento di popolo, quel popolo a cui spetta la sovranità secondo le regole della Costituzione, le loro idee hanno prodotto sequestri, confische di beni, l'aggressione ai patrimoni illegali, rappresentando, per quell'epoca, una straordinaria eccezione”.

Quella di oggi – ha sottolineato il sostituto procuratore Assunta Tillo, presidente della sezione di Benevento dell'Anm - “è una occasione importantissima per continuare una testimonianza, per ricordare tutti i colleghi e gli uomini delle Istituzioni che hanno dato la vita nella lotta contro le mafie. Falcone e Borsellino hanno incarnato un modello di magistrato, una figura che deve essere sobria, che sarà valutata per la coerenza dei comportamenti, che devono essere intransigenti e non inclini al compromesso nella battaglia quotidiana per la difesa della legalità”.

Michele Martino, referente provinciale di Libera, ha attinto a piene mani dal pozzo della retorica, riportando il caso di una “piccola scout che cercava sul calendario il nome di Giovanni Falcone, come un santo, un martire”, e, dopo aver evidenziato il lavoro dei magistrati (“Dimostra che lo Stato c'è”), ha auspicato una “cittadinanza attiva, perchè Procura e forze dell'ordine non bastano”.

La chiusura dell'iniziativa, alla quale sono stati presenti i giudici Francesca Telaro, segretario Anm, e Simonetta Rotili, il sostituto procuratore Francesco Sansobrino ed il vicequestore Antonio Vetrone, è stata affidata al gesto di Antonio Iermano, figlio di Aldo, l'autista di Raffaele Delcogliano, entrambi trucidati nel 1982 a Napoli, che ha deposto un mazzo di fiori ai piedi di una delle due stele che contornano il porticato del Tribunale. I cuori si sono riscaldati, e non per il sole.