"Concorsi truccati", "quell'humus favorevole nella società"

La riflessione del dottore Maurizio Pizzella sull'inchiesta dei giorni scorsi

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Benevento.  

E' una riflessione amara quella che il dottore Maurizio Pizzella, “quale affezionato lettore del vostro quotidiano”, ha inviato ad Ottopagine dopo aver “letto ed appreso, negli ultimi giorni, dell’inchiesta relativa al (presunto ndr) giro di mazzette relativo ai concorsi nelle Forze dell’Ordine”. e da tale lettura sono scaturite alcune riflessioni che vorrei comunicarvi.

I fatti accaduti - scrive- “sono di un gravità incontrovertibile e credo che chiunque si aspetti una indagine ed un processo che porti ad una giusta condanna per i responsabili. Lungi da me quindi immaginare anche una minima giustificazione a fronte di tali comportamenti. Come mia abitudine però non mi fermo alla mera constatazione dei fatti ma rifletto sempre sulle motivazioni che hanno creato le condizioni perché questi fatti avvengano”.

Pizzella si chiede quindi “se le persone che in questo caso hanno organizzato la (presunta ndr) truffa e chiesto, ottenendole, laute mazzette, abbiano potuto portare a termine il loro intento principalmente per il fatto di aver trovato un “humus” favorevole nella nostra società, permeata da anni di termini quali segnalazione, raccomandazione, affiliazione, nepotismo, scambio (che siano danaro, favori o suffragio… poco cambia), il tutto irrorato e concimato da una cronica e drammatica, specie alle nostre latitudini, scarsità di opportunità lavorative”.

E ancora: “Guardiamoci negli occhi: chi di noi tutti non è mai incappato in casi più o meno evidenti di favoritismi di ogni genere e provenienza, talmente tanti e diffusi da non suscitare più scandalo ma essere ormai considerati una regola, un costume comportamentale. Chi ha chiesto danaro illecito in cambio di una opportunità di lavoro lo ha ottenuto perché dall’altra parte ha trovato giovani senza prospettive con genitori disposti a devolvere i risparmi sudati di una vita pur di dare ai propri figli quella che comunemente viene chiamata “sistemazione””.

La conclusione: “Nessuna giustificazione per quanto commesso, aspettiamo una giusta condanna ma riflettiamo tutti nel voler cambiare qualcosa di profondamente radicato nel nostro Paese affinché ciò che si è verificato nel passato e nel presente non succeda più nel futuro”.