La lascia digiuna, le stringe le mani al collo: condannato

7 anni, con rito abbreviato, per tentato omicidio e maltrattamenti, a 57enne di Benevento

la lascia digiuna le stringe le mani al collo condannato
Benevento.  

Il pm Maria Colucci aveva proposto una condanna a 7 anni e 3 mesi, mentre l'avvocato Roberto Pulcino aveva chiesto per il suo assistito che venisse qualificata come lesioni l'accusa di tentato omicidio della moglie, che il gup Gelsomina Palmieri ha invece ritenuto sussistente. Condannando a 7 anni, con rito abbreviato, anche per maltrattamenti in famiglia, G.D.A, il 57enne di Benevento arrestato nel maggio del 2019 dalla Mobile e poi finito, un mese più tardi, su decisione del Riesame, ai domiciliari, la misura alla quale è ancora sottoposto. Per lui anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore della donna, parte civile con l'avvocato Mario Villani.

L'uomo è stato ritenuto responsabile di comportamenti violenti che avrebbero adottato dal 2015 nei confronti dell'ormai ex coniuge. Oltre a colpirla con schiaffi e pugni, l'avrebbe pesantemente offesa, le avrebbe lanciato contro qualsiasi cosa gli capitasse a tiro e le avrebbe fatto mancare i mezzi di sostentamento. Non avrebbe contribuito alle spese familiari e l'avrebbe lasciata digiuna, nascondendo gli alimenti donati dalla Caritas.

L'imputazione di tentato omicidio era relativa ad un episodio che risale al 12 maggio. Quando, secondo la ricostruzione degli inquirenti, mentre lei si accingeva a fare la doccia, lui le avrebbe stretto le mani al collo, premendo sulla gola, e avrebbe cercato di farla cadere nella vasca.

Non era accaduto per l'arrivo del figlio, richiamato dalle urla della madre, il cui intervento era risultato provvidenziale anche successivamente. Lei si era rifugiata in camera da letto, il coniuge l'aveva raggiunta e le avrebbe stretto nuovamente le mani al collo. La poverina era riuscita a fuggire e a chiudersi in bagno, dove era rimasta fino all'arrivo della polizia.