Omicidio Matarazzo, quell'intercettazione non trascritta

Nel luglio 2018 il delitto del 45enne frassese, udienza del processo a due imputati

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Benevento.  

Il 'piatto forte', almeno sul versante dell'interesse di un racconto cronistico che avrebbe comunque sofferto l'impossibilità della presenza in aula, e sarebbe stato, dunque, mediato, doveva essere, nelle previsioni, l'illustrazione, attraverso un videoproiettore, dei percorsi, tracciati dal Gps, dell'auto che sarebbe servita per portare a termine la missione di morte.

Compito affidato al maresciallo maggiore dei carabinieri Antonio Quaglia, ma attese deluse. Perchè il suo esame è stato rinviato al 16 luglio, 'complice' la lunghezza di quello del tenente colonnello Alfredo Zerella, comandante del Nucleo operativo del Reparto operativo del Comando provinciale.

E' stato lui, rispondendo alle domande– pm Francesco Sansobrino, gli avvocati Antonio Leone e Tullio Tartaglia per le parti civili, i difensori - a ricostruire l'avvio e lo sviluppo delle indagini sull'omicidio di Giuseppe Matarazzo, il 45enne pastore di Frasso Telesino ammazzato a colpi di pistola il 19 luglio del 2018 dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva.

Un mese prima aveva terminato di scontare una condanna a 11 anni e 6 mesi. perchè riconsciuto responsabile di abusi sessuali ai danni della 15enne che il 6 gennaio del 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. Una vicenda che, secondo gli inquirenti,  fa da sfondo e rappresenta il movente di un delitto per il quale mancano all'appello il mandante e l'esecutore.

Due gli imputati: Giuseppe Massaro (avvocati Angelo Leone e Mario Palmieri, supportati dai consulenti Alberto Panza ed Antonio Poppa), 57 anni, di Sant'Agata dei Goti, e Generoso Nasta (avvocati Orlando Sgambati e Angelo Raucci), 32 anni, di San Felice a Cancello. Il primo è accusato di aver fornito sia la Croma, guidata da Nasta, adoperata per il delitto, sia la 357 magnum, che gli era stata ritirata per una discrasia del numero di matricola, dalla quale – aveva accertato una consulenza balistica – erano stati esplosi almeno cinque colpi contro la vittima.

Questa mattina la quarta udienza dinanzi alla Corte di Assise (presidente Fallarino, a latere Rotili, più la giuria popolare), un appuntamento nel corso del quale è stata anche acquisita la deposizione di un altro militare - Lizza -intervenuto per i rilievi.

Il Pm e i legali delle parti civili hanno inoltre chiesto la trascrizione di una intercettazione che riguarda Nasta. E' del 28 dicembre del 2018 – il giorno dell'arresto di Massaro e Nasta -, al telefono ci sono un uomo, che si mostra preoccupato per la sorte di Nasta, suo amico, e la ragazza. Lui conclude la conversazione ma non chiude la comunicazione. Ritenuta “di particolare rilevanza investigativa”, viene registrata una chiacchierata in cui, replicando ad un interlocutore che gli domanda chi sia stato a commettere l'omicidio, afferma: “Lo hanno pagato... Lo hanno pagato... A Generoso?... Eh! Pure Generoso si è messo in tasca qualcosa!”.

Come si ricorderà, l'attività investigativa era stata supportata anche dall'uso del Trojan e dal ricorso ad un sistema basato sulla ricerca dei Gps. In soldoni, era stata acquisita una sorta di mappa che aveva restituito in un raggio di cinque chilometri dalla casa della vittima la presenza di veicoli dotati, appunto, del Gps.

Cinque le vetture presenti nell'area così delimitata la sera dell'omicidio, una delle quali, la Fiat Croma, in zona anche nei due giorni precedenti. Un lavoro poi corroborato dalla testimonianza di una persona che il 19 luglio, a Frasso Telesino, aveva visto transitare una Croma con la targa coperta, fornendo una descrizione di chi era al volante.