Concorsi: muro di silenzi rotto solo da finanziere e pompiere

Terminati gli interrogatori, hanno risposto 2 degli 8 indagati colpiti dalle misure

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Benevento.  

Un muro di silenzi. Tutti muti o quasi dinanzi al gip Vincenzo Landolfi. Anche Eduardo Zolli (avvocato Sergio Rando), 66 anni, ritenuto un intermediario, all'obbligo di dimora ad Apollosa - ha solo dichiarato spontaneamente di non conoscere alcun membro delle commissioni-, e Gianluca Galliano (avvocato Stefano Travaglione), 45 anni, nato a Benevento, residente ad Ardea, sospeso per 12 mesi dall'esercizio delle funzioni di agente di polizia, sono rimasti a bocca chiusa durante gli interrogatori di questa mattina. Non lo ha invece fatto, negando ogni addebito, Alessandro Filippo Lupo (avvocato Gabriele Vescio), 56 anni, di Treviso, vigile del fuoco, anch'egli sospeso dall'incarico.

Si tratta di tre delle otto persone colpite da una misura nell'inchiesta del sostituto procuratore Francesco Sansobrino e della guardia di finanza sui concorsi per le forze dell'ordine. La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere era stata adottata nei giorni scorsi anche dal viceprefetto Claudio Balletta (avvocato Bruno Naso), 65 anni, di Roma, dirigente del Ministero dell'Interno presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, da Antonio De Matteo (avvocato Antonio Leone), 68 anni, Giuseppe Sparaneo (avvocato Gerardo Giorgione), 51 anni, della città, due funzionari dei vigili del fuoco – il secondo in pensione -, in carcere da una settimana, e Vito Russo (avvocati Francesca Golia e Salvatore Di Sarno), 40 anni, di Benevento, carabiniere in forza a Roma, ai domiciliari.

Un muro di silenzi, con le uniche eccezioni rappresentate da Lupo e, in precedenza, da Antonio Laverde (avvocato Mauro Iodice), 44 anni, originario di Benevento ma residente a Fonte Nuova, in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, anch'egli agli arresti in casa.

Resta da capire se entrambi abbiano soltanto respinto gli addebiti o offerto ulteriori elementi. Un dubbio che sarà fugato quando, in vista della Riesame, la Procura depositerà gli atti, con una operazione di discovery che li metterà a disposizione delle parti.

La decisione di fare scena muta, pur accompagnata in qualche caso da una memoria difensiva, ha riguardato anche le decine e decine di indagati- intermediari, genitori e candidati- comparsi dinanzi alla guardia di finanza per essere interrogati dopo aver subito perquisizioni e sequestri e aver ricevuto un invito a comparire.