Se era al bar e se abbiamo pranzato insieme? Non ricordiamo

Processo sull'omicidio Nizza, imputato Nicola Fallarino, 36 anni. Ascoltati più testimoni

se era al bar e se abbiamo pranzato insieme non ricordiamo
Benevento.  

Entrambi conoscono l'imputato, ma, pur non escludendolo, non sono stati in grado di confermare con nettezza il suo alibi. Certo che veniva nel mio bar a consumare un caffè o l'aperitivo, ma non sono in grado di dire se quel giorno fosse nel locale con due persone, ha spiegato il titolare. E lo stesso ha fatto, pur ribadendo i rapporti di frequentazione, anche familiare, un commerciante. Andavamo spesso a mangiare insieme- ha affermato - ma non ricordo se l'abbiamo fatto quel giorno di undici anni fa.

il 27 aprile del 2009, quando Cosimo Nizza, 48 anni, di Benevento, costretto sulla sedia a a rotelle, era stato ucciso a colpi di pistola sotto la sua casa al rione Libertà da due uomini, entrambi col volto coperto da un casco integrale, poi fuggiti in sella ad una moto. Un delitto per il quale è a processo Nicola Fallarino (avvocati Vincenzo Sguera e Domenico Dello Iacono), 36 anni, di Benevento, collegato in videoconferenza dal carcere del quale è ospite.

Questa mattina la terza udienza dinanzi alla Corte di Assise ( presidente Pezza, a latere Polito più i giudici popolari), costellata dalle deposizioni del perito che ha trascritto le intercettazioni, di un carabiniere e, oltre alle due già ricordate, di altre tre persone: il fratello della vittima, la compagna del suo tuttofare e un amico.

Quest'ultimo, in particolare, ha negato qualsiasi relazione tra le minacce rivolte ai suoi familiari – una storia per la quale undici mesi fa la Squadra mobile aveva arrestato tre donne, poi tornate in libertà, legate a Fallarino- e le sue dichiarazioni rese nell'inchiesta della stessa Mobile sul delitto. Minacce che, secondo gli inquirenti, puntavano alla ritrattazione delle affermazioni del testimone, che da parte sua, dopo averle invece collegate alla compravendita di un'attività commerciale, in aula non è stato supportato dalla memoria rispetto ad alcune di esse, come quella su un presunto summit con alcuni Sparandeo prima dell'omicidio. Prossimo appuntamento il 23 luglio.

Già detenuto per droga dal luglio del 2018, Fallarino era stato arrestato il 5 marzo del 2019 sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Flavio Cusani in una indagine del pm Flavia Felaco – da settembre sarà il procuratore aggiunto Giovanni Conzo a rappresentare l'accusa nel processo – e della Squadra mobile.

Un provvedimento fondato sul contenuto di alcune intercettazioni ambientali relative ad un blitz antidroga della Dda e su una serie di dichiarazioni, soprattutto quelle di un collaboratore di giustizia che aveva sostenuto di aver conosciuto nel 2017 Nicola Fallarino, mentre entrambi erano rinchiusi nel carcere di Viterbo, che gli avrebbe detto, per accreditarsi ai suoi occhi, di aver ucciso lui Nizza.

Alcuni familiari di Nizza, parti offese, sono assistiti dall'avvocato Antonio Leone.