Soldi falsi per agevolare ndrangheta, c'è anche un beneventano

Chiusa un'indagine della Dda di Catanzaro

soldi falsi per agevolare ndrangheta c e anche un beneventano
Benevento.  

C'è anche un beneventano tra le decine di persone chiamate in causa, a vario titolo, da un'inchiesta della Dda di Catanzaro, ora conclusa. Si tratta di un 69enne, già noto alle forze dell'ordine, al quale viene contestata, in concorso con altri, l'accusa di detenzione e spendita di banconote false, con l'aggravante di aver agevolato la ndrangheta; in particolare, una ndrina della provincia di Vibo Valentia.

Difeso dall'avvocato Antonio Leone, l'uomo viene ritenuto responsabile, in concorso con altri indagati, di aver fornito una quantità imprecisata di banconote contraffatte, soprattutto da 20 e 50 euro, che sarebbero poi state messe in circolazione. I fatti si sarebbero verificati a Benevento e nel Vibonese tra l'ottobre del 2016 e gli inizi del 2017.

Per coloro che sono stati tirati in ballo c'è ora la possibilità di chiedere entro venti giorni di essere ascoltati o produrre memorie difensive; esaurita questa fase, il Pm procederà alle eventuali richieste di rinvio a giudizio.

Quelli da 20 e 50 euro sono i pezzi maggiormente a rischio falsificazione e sono i tagli più diffusi. Un fenomeno criminoso, quello della contraffazione delle banconote, che, secondo Bankitalia, ha fatto registrare nel secondo semestre del 2019 una riduzione di circa il 17 %