Questa notte è riesplosa la protesta dei lavoratori della Samte, la società in liquidazione della Provincia di Benevento, che nel Sannio si occupa della gestione degli impianti dei rifiuti come lo Stir di Casalduni.
Dopo della mezzanotte uno degli operai si è incatenato al portone dell'edificio che ospita gli uffici della Samte. Si tratta della stessa persona che qualche settimana fa aveva minacciato di darsi fuoco sempre in via Intorcia. Al centro della protesta il mancato pagamento degli stipendi. Una situazione ormai arrivata allo stremo a causa delle enormi difficoltà che attanagliano da tempo i lavoratori.
Questa notte l'operaio si è nuovamente incatenato al portone del palazzo dove ha sede la Società.
"Stanno giocando con la nostra dignità. Tutto questo non è giusto", ha esordito il dipendente della Samte seduto su un vecchio secchio di pittura con un polso stretto da una pesante catena e da un lucchetto ancorato alla maniglia del portone degli uffici di via Intorcia. "Qualche giorno fa, dopo i vari incontri - racconta ad Ottopagine e 696 Ottochannel tv - ci hanno proposto mille euro, una sorta di contentino. Nelle ultime ore, mentre dovevano espletare la procedura per versare i soldi, qualcuno non si è presentato ed anche quei pochi euro sono svaniti. Siamo disperati. Le nostre famiglie non ce la fanno più a reggere così".
AGGIORNAMENTI
In mattinata la Samte, con una nota, è intervenuta spiegando: "I sindacati, per impegni precedentemente assunti, hanno disertato l’incontro, sostenendo che ritenevano opportuno rinviare ogni tipo di discorso alla riunione convocata in prefettura per il prossimo 07 luglio. La riunione era finalizzata a condividere con i sindacati stessi, la consistenza di liquidità della SAMTE ed il suo imminente utilizzo.
Ciò nonostante, su preciso sollecito del Presidente della Provincia Antonio Di Maria, su indicazione dello stesso socio unico Provincia di Benevento, la Samte ha provveduto ad utilizzare quel poco di liquidità che aveva interamente a favore dei lavoratori. Si è provveduto, pertanto, ad un ulteriore pagamento di 1.000 euro a favore di tutti i lavoratori.
Più di tanto, pur volendo, la società ad oggi non è in grado di fare. Affinché i lavoratori abbiano un presente più sereno ed un futuro più certo, occorre da un lato che i comuni paghino il dovuto e dall’altro lato occorre che l’EdA (che oggi è l’organismo regolatore del ciclo dei rifiuti in provincia di BN) ritenga la SAMTE funzionale al ciclo stesso".
