Casa comprata ad asta, "prezzo basso, dateci altri soldi"

Due persone di Cusano Mutri rinviate a giudizio con l'accusa di estorsione

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Benevento.  

Avrebbero preteso una somma di denaro dalla coppia che si era aggiudicata all'asta un immobile di loro proprietà. Una vicenda racchiusa nell'accusa di estorsione (anche tentata), costata il rinvio a giudizio di Michele Valente, 79 anni, e Sabina Maria Valente, 46 anni, di Cusano Mutri, difesi dall'avvocato Antonietta Fortunato. Lo ha deciso il gup Loredana Camerlengo al termine dell'udienza preliminare di questa mattina, così come aveva chiesto la Procura.

I fatti contestati vanno dal 2016 al maggio del 2019: secondo gli inquirenti, gli imputati, ritenendo che l'importo versato non fosse congruo all'effettivo valore, avrebbero chiesto 30mila euro, minacciandoli che in caso contrario non avrebbero più vissuto in pace, ai coniugi – parti civili con l'avvocato Massimiliano Cornacchione- diventati i nuovi proprietari dell'appartamento.

Gli acquirenti avrebbero proposto 5mila euro, loro si sarebbero fatti consegnare, a titolo di garanzia, un assegno da 25mila euro dopo aver ottenuto 8mila euro in contanti. Un assegno che sarebbe poi stato portato all'incasso, ma infruttuosamente: un circostanza alla quale erano seguiti un atto di precetto e di pignoramento presso terzi.

Fin qui l'impianto accusatorio, che la difesa ha provato a smontare, sostenendo l'infondatezza degli addebiti. Il processo partirà il 18 marzo.