Truffa indennità disoccupazione, chiesto un patteggiamento

Riguarda Arturo Russo. Perizia psichiatrica per Raffaele Bozzi

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Benevento.  

Le richieste di patteggiamento a 2 anni, pena sospesa, per Arturo Russo, 58 anni, di San Nicola Manfredi, e di una perizia psichiatrica – sarà curata dal dottore Teoefilo Golia- che accerti l'imputabilità e la capacità di stare in giudizio di Raffaele Bozzi, 56 anni, di Benevento – entrambe avanzate dall'avvocato Vincenzo Sguera – hanno occupato l'udienza preliminare a carico di 11 delle 110 persone coinvolte nell'inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e della guardia di finanza su una presunta truffa in materia di indennità di disoccupazione.

Le richieste di rinvio a giudizio riguardano soltanto coloro per i quali è stata prospettata l'ipotesi di associazione per delinquere (vengono contestati, a vario titolo, anche truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e all'autoriciclaggio): oltre a Russo e Bozzi, Cosimo Tiso, 52 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, indicato come promotore e dominus, Gaetano De Franco, 44 anni, Gabriella Musco, 44 anni, di Benevento, Maria Rosaria Canu, 48 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, Tullio Mucci, 48 anni, e Maurizio Marro, 57 anni, di Benevento, Piergiuseppe Bordi, 41 anni, Pasqualino Pastore, 54 anni, Sergio Antonio Fiscante, 57 anni, anche loro della città, difesi, oltre che da Sguera, dagli avvocati Ettore Marcarelli, Antonio Leone, Federico Paolucci, Gerardo Giorgione, Mario Villani e Domenico Cristofaro. L'udienza dinanzi al giudice Vincenzo Landolfi continuerà il 28 luglio.

Come si ricorderà, l'inchiesta, rimbalzata all'onore delle cronache a metà gennaio con l'esecuzione di una ordinanza, ha messo nel mirino un reticolo di società, definite cartiere, che sarebbero servite da un lato per utilizzare ed emettere fatture per operazioni inesistenti e, dall'altro, adoperate per l'assunzione fittizia di personale, per consentire la percezione indebita di indennità di disoccupazione in seguito al licenziamento. Indennità “accreditate sui conti correnti accesi dai beneficiari – la loro posizione è stata stralciata - e versate in tutto o in parte ai vertici” della presunta associazione.