Omicidio col piede di porco, in appello condanna ridotta

Da 16 a 15 anni per Antonio De Franco, 28 anni, per delitto di 23enne ucraino a Bagnara nel 2018

omicidio col piede di porco in appello condanna ridotta
Benevento.  

Ridotta da 16 anni e 20 giorni a 15 anni e 20 giorni, dalla Corte di assise di appello, la condanna di Antonio De Franco, 28 anni, di Chianche, nato in Bulgaria ma adottato da una famiglia irpina, che il 14 ottobre del 2019, al termine di un rito abbreviato, era stato riconosciuto responsabile dell'omicidio volontario di Mjkhailo Prudjwus, il 23enne ucraino ucciso con un piede di porco il 16 dicembre del 2018 dinanzi ad un bar a Bagnara, una frazione di Sant'Angelo a Cupolo.

In quella occasione il giudice Gelsomina Palmieri aveva escluso l'aggravante della premeditazione, prospettata dal pm Assunta Tillo, ed aveva disposto per l'imputato, i cui difensori – gli avvocati Stefano Pescatore e Claudio Fusco- avevano chiesto che il delitto venisse riqualificato come preterintenzionale, il risarcimento dei danni e una provvisionale in favore delle parti civili: mamma, padre ed un fratello della vittima, assistiti dall'avvocato Cecilia Del Grosso.

Come più volte ricordato, De Franco si era assunto la responsabilità del gesto, sostenendo che non era sua intenzione ammazzare il 23enne, e che voleva soltanto fargli male colpendolo ad una spalla, e non alla regione occipitale sinistra, con quel piede di porco estratto due volte dalla sua Fiat Punto.

Nella prima l'aveva mostrato a  Mjkhailo che lo stava infastidendo con il suo comportamento, probabilmente amplificato dall'alcol che anche De Franco aveva bevuto; nell' nell'altra, invece, dopo che il cittadino straniero aveva rifilato un calcio all'auto, l'aveva usato contro di lui, stroncandogli l'esistenza. Poi, rientrato a casa, aveva raccontato tutto ai familiari, che avevano dato l'allarme. Epilogo tragico di una lite durata pochi minuti e costata la vita al 23enne.