Quell'anziano morto dopo essere stato picchiato e rapinato

A novembre appello Paolo Spitaletta, condannato a 18 anni per rapina e omicidio preterintenzionale

quell anziano morto dopo essere stato picchiato e rapinato
Benevento.  

Arriverà il 1 dicembre, dopo le udienze del 24 e 26 novembre riservate alla discussione, la sentenza della terza sezione della Corte di assise di appello sulla condanna a 18 anni inflita dalla Corte di assise di Benevento, il 10 dicembre del 2019, a Paolo Spitaletta (avvocato Antonio Leone), 51 anni, di Tocco Caudio, accusato della rapina e dell'omicidio preterintenzionale di Giovanni Parente, 83 anni, di Montesarchio, morto all'ospedale Rummo due settimane dopo il raid di cui il 10 aprile del 2018 era rimasto vittima, insieme alla sorella 85enne, nella sua abitazione. L'anziano era stato colpito al volto da un pugno, finendo con la testa contro un muro e poi sul pavimento.

Un colpo per il quale era stato chiamato in causa  anche Valentino Improta, 26 anni, di Montesarchio, che il 4 maggio del 2018 era stato rinvenuto senza vita, ucciso con due colpi di fucile a canne mozze e carbonizzato, sul monte Taburno, in una Fiat Punto, intestata alla madre del giovane, ferma alla località Cepino di Tocco Caudio, nelle vicinanze di un'area pic-nic.

La rapina rappresenta il movente dell'omicidio di Improta, per il quale, lo scorso 20 gennaio il giudice Francesca Telaro ha condannato, con rito abbreviato, Spitaletta a 30 anni e a 18 anni Pierluigi Rotondi, un 31enne originario di Tocco ma domiciliato a Tufara. Secondo gli inquirenti, il delito sarebbe stato scatenato dalla paura che Improta avrebbe generato in Spitaletta.

Il 26enne era agitato perchè aveva ricevuto un avviso di garanzia nell'inchiesta sulla rapina, avrebbe minacciato Spitaletta di chiamarlo in correità se, nel caso in cui fosse stato arrestato, non avesse ricevuto assistenza economica per sé e la sua famiglia, anche per sostenere le spese legali per la propria difesa.

Parole che avrebbero indotto Spitaletta, nel timore che Improta potesse collaborare con la giustizia per alleggerire la sua posizione, ad organizzare, in concorso con Rotondi, l'omicidio del giovane.