Un primo dato: l'importo dei beni sequestrati ha raggiunto la cifra complessiva indicata nei due decreti del gip Loredana Camerlengo: 2 milioni e 340mila euro. Un importo nel quale rientrano anche i 937mila euro in contanti che, come già anticipato nei giorni scorsi, sono stati rinvenuti, custoditi in cassette di sicurezza e in una cassaforte, nel corso della perquisizione a carico di un commercialista irpino.
E' una delle novità emerse dall'incontro che il capo della Squadra mobile Ugo Armano e il commissario Rosario Pascarella, e il tenente colonnello Giovanni Ferrajolo, al vertice del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Benevento, hanno avuto questa mattina con gli organi di informazione.
L'occasione per aggiornare il quadro emerso dall'inchiesta del sostituto procuratore Assunta Tillo, rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica lo scorso 30 luglio, per la quale è finito in carcere Nicola Panella (avvocati Pierluigi Pugliese e Angelo Leone), 56 anni, di Montesarchio, già noto alle forze dell'ordine. E' lui l'unico destinatario di una misura cautelare adottata in un'attività investigativa che ha chiamato in causa, indagate a piede libero, altre sedici persone. Diverse le accuse contestate a vario titolo, che vanno dall'associazione per delinquere all'intestazione fittizia dei beni, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e l'indebita compensazione.
Nel mirino degli inquirenti le operazioni attraverso le quali Panella, che nel corso dell'interrogatorio di garanzia aveva respinto ogni addebito, si sarebbe spogliato di beni immobili e quote societarie per evitare il rischio di misure patrimoniali a suo carico.
L'attesa è ora per le decisioni del Riesame: quello di Napoli si occuperà l'11 agosto dell'ordinanza restrittiva, al Tribunale di Benevento, invece, il compito di vagliare i ricorsi contro i sequestri. Si tratta di una indagine che ha avuto una notevole eco, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma anche dall'utilizzo, durante le perquisizioni di un georadar della Scientifica di Roma e di un 'cash dog' delle fiamme gialle: un'attrezzatura ed un cane per la ricerca dei soldi. Un'attività costellata anche, a Montesarchio, dal sequestro di un lavaggio nel quale sarebbero state accertate violazioni ambientali.
