Giudice in isolamento, salta il processo sull'omicidio Nizza

Prossima udienza il 4 dicembre

giudice in isolamento salta il processo sull omicidio nizza
Benevento.  

Questa mattina era in programma, e non solo, il controesame del collaboratore di giustizia. Agostino Riccardo, collegato in videoconferenza, avrebbe dovuto rispondere alle domande dei difensori, ma l'udienza è saltata perchè un giudice si è messo da ieri pomeriggio, al termine di una discussione, in isolamento: una misura precauzionale volontaria – la stessa adottata alcuni giorni fa da un consigliere dell'Ordine forense-, un atteggiamento di prudenza scelto, probabilmente, per eventuali contatti avuti con terze persone.

Rinviato al 4 dicembre, dunque, un nuovo appuntamento in aula – a rappresentare l'accusa il procuratore aggiunto Giovanni Conzo - con il processo sull'omicidio di Cosimo Nizza, 48 anni, di Benevento, che, costretto sulla sedia a a rotelle, il 27 aprile del 2009 era stato ucciso a colpi di pistola sotto la sua abitazione, al rione Libertà, da due uomini, entrambi col volto coperto da un casco integrale. Un delitto per il quale è a giudizio Nicola Fallarino (avvocati Vincenzo Sguera e Domenico Dello Iacono), 36 anni, di Benevento, arrestato il 5 marzo del 2019 mentre era già detenuto per droga dal luglio del 2018, dopo essere stato coinvolto in un'inchiesta della Dda costellata da una serie di intercettazioni, alcune delle quali avevano consentito alla Squadra mobile di riavviare l'attività investigativa, fino a quel momento senza sbocchi, sulla tragica fine toccata a Nizza.

Oggi avrebbero dovuto deporre, tra gli altri, anche l'ex capo della Mobile, Emanuele Fattori, e il commissario Rosario Pascarella, il cui lavoro era stato supportato dalla affermazioni di Riccardo, che aveva sostenuto di aver conosciuto nel 2017 Nicola Fallarino, mentre entrambi erano rinchiusi nel carcere di Viterbo, che gli avrebbe detto, per accreditarsi ai suoi occhi, di aver ucciso Nizza, fornendogli anche, come punto di riferimento rispetto all'abitazione della vittima, l'indicazione di una statua della Madonnina. Lo stesso Riccardo, poi, in un interrogatorio reso al dottore Conzo lo scorso 23 settembre, ha tirato in ballo un secondo detenuto, anch'egli collaboratore di giustizia, che gli avrebbe confidato di aver raccolto direttamente dall'imputato il racconto del delitto.

Alcuni familiari di Nizza, parti offese, sono rappresentati dall'avvocato Antonio Leone.