Tutto a mia insaputa, sono vittima. E attendo ancora stipendi

Le dichiarazioni di L. P., 64 anni, di Cautano, arrestato in inchiesta Dia Firenze

tutto a mia insaputa sono vittima e attendo ancora stipendi
Benevento.  

Una vittima del suo datore di lavoro, un dipendente caduto in una ragnatela intessuta ai suoi danni senza che lui ne avesse consapevolezza. Si è definito così L. P., 64 anni, di Cautano, finito agli arresti domiciliari alcuni giorni fa in una inchiesta della Dia di Firenze.

Assistito dall'avvocato Antonio Leone, lo ha fatto nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto, per rogatoria del collega toscano Alessandro Moneti, dinanzi al gip del Tribunale di Benevento Gelsomina Palmieri. Un appuntamento nel corso del quale il 64enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando solo una dichiarazione spontanea per respingere le accuse mosse nei suoi confronti. Come è noto, a carico di P. una ordinanza di custodia cautelare che aveva colpito L. P., 44 anni, imprenditore, per il quale era stata disposta la custodia in carcere, ed altre due persone, come il sannita agli arresti in casa.

P. è considerato dagli inquirenti un membro di una presunta associazione, con il ruolo di prestanome di P. nella gestione di quattro società attraverso le quali sarebbe stata realizzata una consistente evasione fiscale. Inoltre, avrebbe assunto il controllo di quattro alberghi a Chianciano Terme. Un'immagine, quella di “fedelissimo trasferitosi nel 2017 in pianta stabile a Chianciano Terme, pronto persino a sacrificarsi per il suo capo”, che l'indagato ha respinto, spiegando di non aver mai finanziato P. e di essere stato sempre all'oscuro, anche perchè privo di qualsiasi potere decisionale, del disegno crimonoso tratteggiato dagli inquirenti.

Ha aggiunto, quanto agli addebiti di intestazione fittizia di beni, peculato, autoriciclaggio e false fatture, che tutte le manovre economiche sarebbero state compiute da P. e sempre a sua insaputa. Insomma, sarebbe stato usato come un fantoccio che doveva rispettare gli ordini ricevuti, senza incassare alcuna somma di denaro.

P. ha infatti evidenziato di essere creditore degli stipendi che non gli sarebbero stati corrisposti come lavoratore, e di non aver mai gestito in maniera diretta le attività di P., per il quale si sarebbe messo a disposizione solo per assicurare alla famiglia un'entrata. Affermazioni alle quali è seguita una richiesta: essere autorizzato ad uscire nel giardino dinanzi all'abitazione per raccogliere le olive.