Prima udienza, e subito rinvio al 9 dicembre per un difetto di notifica, del processo a carico delle dieci persone che a fine luglio erano state rinviate a giudizio dal gup Vincenzo Landolfi - nell'occasione era anche stato definito un patteggiamento a 2 anni, pena sospesa, per un 58enne di San Nicola Manfredi - nell'inchiesta del sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro e della guardia di finanza su una truffa in materia di indennità di disoccupazione.
Si tratta di un'indagine rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica a metà dello scorso gennaio, per la quale in questa fase sono stati spediti dinanzi al Tribunale solo coloro per i quali è stata prospettata l'accusa di associazione per delinquere (vengono contestati, a vario titolo, anche truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari, riciclaggio e autoriciclaggio). Una presunta organizzazione di cui viene indicato come promotore e dominus Cosimo Tiso, 52 anni, di Sant'Angelo a Cupolo.
Dopo il 9 dicembre, quando sarà affidato l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni, il provcesso proseguirà con appuntamenti in aula il secondo mercoledì di ogni mese.
Nel mirino degli inquirenti un reticolo di società, definite cartiere, che sarebbero servite da un lato per utilizzare ed emettere fatture per operazioni inesistenti e, dall'altro, adoperate per l'assunzione fittizia di personale, per consentire la percezione indebita di indennità di disoccupazione in seguito al licenziamento. Indennità “accreditate sui conti correnti accesi dai beneficiari e versate in tutto o in parte ai vertici” della prospettata associa.
Un modus operandi che avrebbe consentito di creare crediti fittizi di imposta da compensare con i versamenti contributivi dovuti per le false assunzioni. Costi mai sostenuti, dunque, ma così sarebbero state gettate le basi per assumere un gran numero di dipendenti, per poi licenziarli e permettere loro di percepire le indennità.
Un centinaio i destinatari indagati - la loro posizione è stata stralciata- disseminati tra Benevento, Avellino, Salerno, Napoli, Caserta, Roma, Reggio Calabria, Novara, e più centri delle stesse province: Pannarano, Telese, Fragneto L'Abate, Pietrelcina, Molinara, Castelvetere di Valfortore, San Potito Ultra, Capriglia, Nusco, Atripalda, Monteforte, Chianche, Salza Irpina, Taurasi, Roccabascerana, Gragnano, Maddaloni, Bagnara Calabra.
Questa mattina, inoltre, dinanzi al Riesame di Napoli, che ora dovrà decidere, è stato discusso dall'avvocato Ettore Marcarelli l'appello presentato contro il no del gup Landolfi alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari ( o di attenuazione della misura) ai quali Tiso è sottoposto.
