Amore, amour, love: macchè, è 'ammore' e basta

Quel sentimento straordinario

amore amour love macche e ammore e basta
Benevento.  

Love, amore, amour: chiamatelo come meglio vi aggrada, resta sempre amore. Quella forza misteriosa che spinge gli uni verso gli altri, a fare promesse eterne. Provoca sofferenza e rabbia. Causa illusioni, è un 'emozione spesso irrazionale. Non è possesso, non è sopraffazione o morbosità, non è egoismo, significa darsi senza condizioni.

Direi che basta, ho ravanato abbastanza alla ricerca di una possibile definizione, anche perchè il livello di zuccherosità è talmente alto che potrebbe scatenare una iperglicemia. E allora, è lecito chiedersi, perchè tutti questi riferimenti all'amore? Mi sono venuti in mente quando, attraverso le solite carezzevoli colonne, ho saputo della ritrovata “corrispondenza” politica tra il sindaco di Benevento Clemente Mastella ed il suo ex vice, Oberdan Picucci.

Quest'ultimo è l'assessore che un mese fa ha lasciato il suo incarico in Giunta “perchè non c'erano più le condizioni per proseguire”. Ovunque è stato ripetuto, senza che sia stato mai smentito, che aveva compiuto il gesto perchè non avrebbe preso bene la prospettiva di non essere nominato presidente della Gesesa, così come gli sarebbe stato promesso, al posto del dimissionario Gino Abbate, nel frattempo catapultato a Napoli come consigliere regionale.

Non è finita: nelle settimane successive lo stesso Picucci aveva annunciato di non aver cambiato idea e di aver detto no alla richiesta di Mastella, che lo avrebbe voluto nuovamente al suo fianco. “Non è una questione di poltrone, è una questione di chiarezza nei rapporti politici e prima ancora personali. Come si usa dire in qualche gioco televisivo: ringrazio, rifiuto e vado avanti”, aveva scritto il medico prestato alla politica.

Una situazione che aveva determinato la reazione del primo cittadino, che, pur senza nominarlo, gli aveva riservato un affondo. “C’è, nel mio Consiglio Comunale, ed in Giunta, chi, questo momento, lo vive ponendomi problemi, per me, inaccettabili, nel modo e nella sostanza. Li respingo e vado avanti. Ho il dovere di pensare alla mia comunità, il resto è noia. Mentre dico no a questo stile politico, chiedo senso civico ed impegno istituzionale a chi lo voglia esercitare, con le modalità che si vorranno intraprendere”, aveva dichiarato.

Porte chiuse a palazzo Mosti, dunque, per Picucci? Neanche per sogno, perchè nel giro di pochi giorni quella che sembrava insanabile si è rivelata una frattura del tutto componibile. Il colpo di scena si è materializzato nelle righe di una velina in cui Mastella ha annunciato di aver ricevuto Oberdan Picucci e Annalisa Tomaciello.

Un incontro “estremamente positivo e improntato alla massima cordialità”, nel corso del quale il sindaco ha ringraziato “sia Picucci per il proficuo ed eccellente lavoro svolto in questi anni nella veste di assessore che la consigliere Tomaciello per il prezioso e certosino contributo offerto nell’ambito delle attività consiliari. Un contributo, quest’ultimo, che, secondo il primo cittadino, risulterà particolarmente importante in quest’ultimo scorcio di consiliatura”.

Il sindaco Mastella ha infine ringraziato per la “loro disponibilità entrambi poichè, sempre nel corso del colloquio hanno annunciato la volontà di presentare una lista in suo sostegno in occasione delle elezioni comunali del prossimo anno”.

Insomma, è scoppiata la pace, sono tornate le condizioni che prima mancavano, almeno secondo Picucci. Quali? Lasciamo perdere, meglio rifugiarsi in un verso di Dante. “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”, scrisse nel canto di Paolo e Francesca. L’amore, che non permette a nessuna persona amata di non ricambiare. Ah, l'amore: anzi, l''ammore'.