Indagine Dda Roma, beneventano coinvolto: nuove perquisizioni

Sequestro di pc e documenti in più imprese. Pio Taiani, di Benevento, ai domiciliari da 2 mesi

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Benevento.  

Decine di perquisizioni e sequestro di documenti e computer in numerose aziende in più parti di Italia, e tre nuovi indagati – due contabili ed un commercialista laziali – nell'inchiesta della Dda di Roma e della Squadra mobile, denominata ‘Dirty glass', rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica a metà settembre. Quando, come si ricorderà, erano state arrestate undici persone. Tra loro Luciano Iannotta, 49 anni, di Latina, ex presidente di Confartigianato, un imprenditore molto noto, ma anche Pio Taiani (avvocato Angelo Leone), 51 anni, di Benevento, finito agli arresti domiciliari. Chiamati in causa, ma a piede libero, anche una 54enne, un 34enne ed un 29enne, anche loro della città.

Iannotta viene indicato come il personaggio attorno al quale, sostengono gli inquirenti,  si sarebbe mossa una rete di relazioni attraverso cui imprenditori della provincia di Latina ed altri di origini campane, avrebbero gestito le proprie attività commerciali realizzando profitti illeciti derivanti dall’acquisizione di asset distratti da società commerciali in dissesto, dalla turbativa di procedimenti di esecuzione e da  attività di riciclaggio di proventi di attività delittuose.

La nuova iniziativa è scattata sulla scorta della relazione presentata dall’amministratore giudiziario delle imprese sequestrate all'epoca, dalla quale sarebbero emerse ulteriori dodici società ritenute riconducibili a Iannotta e, in un paio di casi, a Taiani.

A carico di quest'ultimo, come si ricorderà, due ipotesi di reato: bancarotta fraudolenta e sequestro di persona in concorso. La prima è relativa alle vicende della 'Pagliaroli vetri srl (già Pagliaroli vetri Spa fino al 3 ottobre 2014, e 'Global distribution srl' dal 27-10 2015), dichiarata fallita dal Tribunale di Benevento – la sede era stata trasferita nel Sanno- nel marzo del 2016: una società di cui Taiani era stato il legale rappresentante dal 3 ottobre del 2014 al 27 ottobre del 2015. Un lasso di tempo, aveva sostenuto l'indagato durante l'interrogatorio, in cui aveva effettuato una serie di operazioni e provveduto regolarmente al pagamento dei fornitori dell'azienda, acquisita sulla scorta di una relazione positiva dei revisori dei conti e poi ceduta, a distanza di un anno, ad un nuovo amministratore.

Quanto al sequestro di due persone, sotto la minaccia di un'arma, che sarebbe avvenuto in un capannone a Sonnino, nel maggio del 2018, Taiani aveva negato qualsiasi coinvolgimento. Aveva precisato di aver accompagnato con la sua auto tre uomini e di averli poi lasciati perchè atteso da un viaggio di lavoro. Aveva dunque escluso di aver preso parte all'episodio, nel quale è stato tirato in ballo per una frase, intercettata, pronunciata con inflessione romanesca ed a lui attribuita.