Ha provato a rovesciare le carte in tavola, ribaltando i ruoli e puntando il dito contro il giovane che lo ha accusato di avergli venduto la droga: non ha detto la verità, è stato lui a cedermi la 'roba', non il contrario. E' la versione offerta questa mattina al gip Maria Di Carlo da Sergio Altivalle (avvocato Vittorio Fucci), il 29enne di Benevento, noto alle forze dell'ordine, da giovedì sera ai domiciliari.
Già sottoposto all'obbligo di dimora dallo scorso gennaio, sempre per stupefacenti, il giovane era stato fermato dai carabinieri dopo una perquisizione nella sua abitazione che aveva consentito di rinvenire e sequestrare 2 dosi di hashish (2 grammi) e la somma di 140 euro.
Come si ricorderà, l'intervento dei militari era scattato al rione Libertà, dove era stata notata una Fiat Panda con a bordo due trentenni. L'auto era stata parcheggiata nelle vicinanze del palazzo in cui vive Altivalle, uno degli occupanti era sceso ed era entrato nel portone, riapparendo in strada dopo alcuni minuti. Quando era risalito in macchina e si era allontanato con colui che era in sua compagnia.
La Panda era stata successivamente bloccata, il conducente aveva consegnato 7 dosi di hashish (5 grammi) che custodiva in tasca, fornendo le indicazioni sul venditore e la somma – 50 euro – sborsata.
Una ricostruzione alla quale Altivalle ha opposto la propria durante l'udienza di convalida, al termine della quale la dottoressa Palmieri ha confermato per lui la custodia cautelare ai domiciliari.
