Morto, abbandonato: Pierina si frattura femore, salta processo

A maggio rito abbreviato per 64enne accusata di aver lasciato senza vita dinanzi a Rummo un 85enne

morto abbandonato pierina si frattura femore salta processo
Benevento.  

L'imputata ha riportato la frattura di un femore che ha reso necessario il suo ricovero nel reparto di Ortopedia. Ecco perchè è stato rinviato all'11 maggio del prossimo anno il rito abbreviato, fissato dinanzi al gup Vincenzo Landolfi, a carico di Pierina Gogliucci (avvocato Gerardo Giorgione), 64 anni, originaria della provincia di Salerno, arrestata per l'abbandono di Mario Castellano, l'85enne di Grottaminarda, che accudiva da dodici anni, rinvenuto senza vita nella tarda serata dello scorso 15 febbraio in un parcheggio in via Pacevecchia.

Dopo tre mesi nella casa circondariale di contrada Capodimonte, la donna è da maggio sottoposta alla libertà vigilata in una struttura specializzata: le sue condizioni psichiatriche sono infatti state ritenute incompatibili con il regime carcerario da una perizia affidata al dottore Teofilo Golia nel corso di un incidente probatorio.

Si tratta di una stroia drammatica della quale ci siamo ripetutamente occupati. Mario non era sposato, di lui si occupava Pierina, che non gli avrebbe però riservato l'assistenza che necessitava. Affetto da più patologie e costretto all'immobilità a letto, era molto denutrito. Il suo cuore aveva resistito fino a quando, stremato, si era fermato per sempre. Intorno alle 13 del 15 febbraio, aveva sostenuto Pierina, che aveva affermato di aver atteso almeno due ore, “perchè il suo spirito vagava per casa”, per avvolgerlo in una coperta, una trapuntina ed una tovaglia da tavola ed adagiarlo in una bacinella grande con la quale lo aveva caricato a bordo della sua Lupo, per trasportare Mario a Benevento. Esaudendo, a suo dire, il suo desiderio: essere portato al Rummo, dove era già stato ricoverato e curato, perchè lì lo avrebbero riconosciuto. Una volta arrivata nel capoluogo sannita, aveva deciso di non guadagnare l'accesso all'ospedale – questa la sua versione – nel timore che le potesse essere addebitato qualcosa.

Aveva proseguito per alcuni metri, fino a quella piazzola di sosta. Intorno alle 20 – un dato emerso dalle immagini di una telecamera - era scesa dall'auto, aveva tirato fuori la conca ed aveva provato inizialmente ad appoggiare Mario su una panchina. Non ce l'aveva fatta, allora lo aveva lasciato sull'asfalto ed era andata via. Non prima di essersi fatta il segno della croce e di aver 'benedetto' allo stesso modo quel corpo esanime che era rimasto lì, da solo. Un caso al centro delle indagini del sostituto procuratore Marilia Capitanio e della Squadra mobile, sfociate nell'arresto della 64enne. L'autopsia, effettuata dal medico legale Lamberto Pianese, aveva accertato una condizione di denutrizione sulla quale

avevano influito l'età, alcune malattie e l'immobilità, ma anche una insufficiente assistenza. Non era stato rinvenuto alcun segno di violenza, di nessuna valenza una ecchimosi all'altezza dell'orbita sinistra. Il suo cuore aveva ceduto per sfinimento, non ce la faceva più a battere come avrebbe dovuto. I familiari dell'85enne- un fratello e due nipoti della vittima- sono rappresentati dall'avvocato Roberto Pulcino.