Il rinvio a giudizio era stato disposto nel novembre del 2017, il processo è ora in programma il 23 febbraio del prossimo anno, quando in aula approderà nuovamente una vicenda per la quale sono stati chiamati in causa un 60enne ed un 49enne, residenti in due centri del Fortore.
Sono accusati, in concorso, di aver violentato il figlio del primo. Una brutta storia al centro di una indagine dei carabinieri, ai quali si era rivolta la presunta vittima per denunciare quanto gli sarebbe capitato nel 2011.
All'epoca aveva 21 anni, aveva raccontato che mentre era in casa sarebbe stato costretto a fare i conti innanzitutto con il padre: a suo dire, l'uomo lo avrebbe bloccato, tenendogli le braccia, mentre l'altro – un amico del giovane – avrebbe abusato di lui. Parole che avevano inevitabilmente innescato un'attività investigativa sfociata nella richiesta del processo a carico dei due. Il loro difensore, l'avvocato Nicola Colicchio, aveva ritenuto non credibili le circostanze descritte, e per questo aveva sollecitato il non doversi procedere nei confronti dei suoi assistiti.
Di avviso opposto il gup Gelsomina Palmieri, che aveva invece accolto la richiesta della Procura e deciso la fissazione del dibattimento, partito nel 2018 dinanzi ad un collegio del Tribunale diverso da quello iniziale, del quale faceva parte un giudice che si era astenuto.
In calendario figurano ancora le escussioni di alcuni testimoni del pm e della difesa, poi la discussione e la sentenza su una storia ambientata, secondo la versione della parte offesa, tra le mura domestiche.
