Omicidio Nizza, 2 collaboratori ribadiscono accuse a Fallarino

Nicola, 36 anni, è imputato per il delitto del 48enne, compiuto nel 2009

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La difesa ha chiesto di ascoltare un detenuto che avrebbe parlato di un presunto accordo tra gli stessi collaboratori sulle cose da dire nei processi

Benevento.  

 

Con le sue dichiarazioni aveva dato nuova linfa all'attività investigativa sull'omicidio di Cosimo Nizza, 48 anni, di Benevento, che, costretto sulla sedia a a rotelle, il 27 aprile del 2009 era stato ucciso a colpi di pistola sotto la sua abitazione, al rione Libertà, da due uomini, entrambi col volto coperto da un casco integrale.

Un delitto per il quale è a giudizio Nicola Fallarino, 36 anni, di Benevento, i cui legali – gli avvocati Vincenzo Sguera e Domenico Dello Iacono- hanno questa mattina controesaminato Riccardo Agostino, nel cui racconto ritengono di aver evidenziato una serie di contraddizioni.

Agostino non è stato l'unico collaboratore ascoltato nell'udienza terminata intorno alle 17, dopo di lui è stata infatti la volta, sempre collegato in videoconferenza, di Pasquale Matarazzo, che sostiene di aver conosciuto nel 2018, a Secondigliano, Nicola Fallarino, che gli avrebbe parlato dell'omicidio. Circostanze sulle quali la difesa ha chiesto ed ottenuto la deposizione di un detenuto – sarà in aula a gennaio – che, secondo una nota della polizia penitenziaria, avrebbe riferito un presunto accordo tra i collaboratori sulle affermazioni da fare nei processi.

Dinanzi alla Corte di assise si sono poi accomodati tre testimoni indicati dalla moglie di Nizza, Patrizia Matuozzo, durante l'escussione dello scorso 23 luglio. Due di loro hanno smentito di essere a conoscenza di fatti relativi al delitto, mentre il terzo, Franco Nizza ha spiegato di aver saputo dal fratello Cosimo, prima che fosse ammazzato, che Fallarino ed un'altra persona ce l'avevano con lui per ragioni legate alla droga.

A completare il quadro, l'ex capo della Squadra mobile, Emanuele Fattori, ora dirigente a Trapani, e il commissario Rosario Pascarella – dovrà tornare il 15 gennaio per rispondere alle domande della difesa -, che hanno ripercorso il lavoro investigativo, sfociato nell'arresto, chiesto dal sostituto procuratore Flavia Felaco, di Nicola Fallarino, avvenuto il 5 marzo del 2019.

Lui era già detenuto per droga dal luglio del 2018, dopo essere stato coinvolto in un'inchiesta della Dda costellata da una serie di intercettazioni, alcune delle quali avevano consentito alla Squadra mobile di riannodare i fili di una storia fino a quel momento senza sbocchi. Uno sforzo corroborato, poi, dalle parole di Agostino, che aveva precisato di aver incrociato nel 2017 Nicola Fallarino, mentre entrambi erano rinchiusi nel carcere di Viterbo, che gli avrebbe detto, per accreditarsi ai suoi occhi, di aver stroncato l'esistenza di Nizza. Alcuni familiari del 48enne, parti offese, sono rappresentati dall'avvocato Antonio Leone.