Concorsi, "misure più gravi per tre indagati": no del Riesame

Respinto l'appello del Pm contro la scelta cautelare del Gip

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Benevento.  

Respinto dal Riesame l'appello presentato dal sostituto procuratore Francesco Sansobrino contro il no del gip Vincenzo Landolfi alla misura cautelare chiesta – ne era stata disposta una meno afflittiva – per tre delle otto persone che il 12 giugno erano state colpite dall'ordinanza adottata nell'inchiesta sui concorsi per le forze dell'ordine.

In particolare, il Pm avrebbe voluto la custodia cautelare in carcere per Eduardo Zolli (avvocato Sergio Rando), 66 anni, di Apollosa, per il quale era stato stabilito l'obbligo di dimora, ed Antonio Laverde (avvocato Mauro Iodice), 44 anni, originario di Benevento ma residente a Fonte Nuova, in provincia di Roma, maresciallo della Finanza in servizio al Comando generale, finito agli arresti in casa, e quella ai domiciliari per Alessandro Filippo Lupo (avvocato Gabriele Vescio), 56 anni, di Treviso, un agente di polizia, al quali era stata applicata la sospensione per 12 mesi dall'esercizio delle funzioni.

Rigettato anche il ricorso dello stesso Lupo, centrato sulla sussistenza delle esigenze cautelari tali da giustificare la misura a suo carico.

Quanto a Zolli, il Riesame aveva in precedenza annullato quattro capi di imputazione – dal 33 al 36- per corruzione relativi alla selezione per 830 allievi marescialli delle Fiamme gialle.

Come è noto, per Laverde ed altre quattro persone- tre in carcere ed una ai domiciliari – il dottore Sansobrino ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato, fissato per il 2 marzo del prossimo anno.