Era accusata di estorsione, in concorso con il marito, già giudicato, ma è stata assolta. E' la sentenza del giudice Sergio Pezza per Vincenzina Taddeo (avvocato Gerardo Giorgione), 51 anni, in un'indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri su tre incendi d'auto registrati a Benevento tra novembre e dicembre 2017.
A Taddeo era contestata, in particolare, una vicenda della quale, secondo gli inquirenti, era rimasto vittima il titolare di una macelleria di San Nicola Manfredi tra novembre e dicembre del 2017. Dopo aver rifiutato il pagamento di alcuni prodotti con una banconota da 100 euro falsa, consegnata da una persona disabile che in precedenza aveva visto in compagnia di Taddeo e del coniuge, Pompeo Masone, il malcapitato aveva attribuito alla coppia una telefonata anonima di minacce ricevuta dopo quindici giorni dall'episodio.
Una telefonata partita da una cabina telefonica del capoluogo, nel corso della quale ad una dipendente sarebbe stato detto che si trattava dell'ultimo avvertimento, e che la prossima volta sarebbe stata fatta saltare in aria l'auto e l'attività commerciale. La sera, poi, l'uomo aveva rinvenuto due pneumatici della macchina forati e una bottiglia di benzina appoggiata sul parabrezza del veicolo.
Ecco perchè – sosteneva l'accusa- aveva deciso di non chiedere soldi per la merce di volta in volta comprata dall'uomo che aveva cercato di rifilargli la banconota contraffatta. Una storia dalla quale era stato assolto anche Masone nel gennaio del 2019, al termine di un rito abbreviato concluso con la sua condanna a 2 anni ed 8 mesi per tentata estorsione e l'incendio di due vetture.
