Omicidio Rosiello, condanna definitiva per Messina

La Cassazione respinge il ricorso. Per il 38enne la pena di 22 anni e 6 mesi per delitto del 2013

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Benevento.  

Respinto dalla Cassazione il ricorso contro la sentenza con la quale la Corte di assise di appello, il 28 gennaio del 2019, ha condannato a 22 anni e 6 mesi, contro i 25 anni in primo grado, Paolo Messina (avvocato Angelo Leone), 38 anni, di Benevento, imprenditore termoidraulico, riconosciuto responsabile dell'omicidio, peraltro confessato, di Antonello Rosiello, 41 anni, anch'egli della città e imprenditore, ma nel settore della pasta, ammazzato a colpi di pistola in via Pisacane, al rione Libertà, nelle prime ore del 25 novembre 2013. Questa mattina l'udienza, in serata la decisione.

La sentenza della Corte di assise di Benevento risaliva al 31 ottobre del 2017, quando per Messina era stato anche disposto il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili, e il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore delle stesse. In particolare, 50mila euro a testa alla moglie e al figlio di Rosiello, 25mila euro ciascuno per i tre fratelli e la madre, assistiti dagli avvocati Vincenzo Regardi, Vincenzo Sguera – a Roma anche in sostituzione degli altri colleghi -, Viviana Olivieri e Massimiliano Cornacchione.

I giudici avevano stabilito che si era trattato di un omicidio volontario e non di legittima difesa, la tesi per la quale si era spesa la difesa, che in entrambi i gradi di giudizio aveva chiesto una perizia medico-legale, per superare le opposte valutazioni del consulente della Procura e del proprio.

Arrestato all'epoca dalla Mobile, Messina era tornato in libertà, nel gennaio 2015, per decorrenza dei termini, ma nn era stato presente alla lettura del dispositivo della sentenza di primo grado. Era infatti fuggito in Croazia, dove era arrivato dopo un viaggio in moto di 1600 chilometri, e dove la stessa Squadra mobile lo aveva scovato a distanza di ventiquattro giorni. A gennaio 2018 la sua estradizione in Italia, l'arresto ed il trasferimento in carcere. Ora la condanna è diventata definitiva.