Saranno aperti i plichi nei quali sono custoditi i documenti sequestrati a fine novembre. Un'operazione affidata alla guardia di finanza di Piedimonte Matese, che sarà eseguita lunedì prossimo. Un appuntamento per il quale sono state avvisate le parti interessate, che rappresenta un'ulteriore tappa dell'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere su alcune gare di appalto in più centri del Sannio – della valle telesina, in particolare, e di quella casertana.
Un'inchiesta rimbalzata all'attenzione delle cronache lo scorso 26 novembre, quando le fiamme gialle avevano perquisito studi, abitazioni e uffici di società tra Melizzano, Paupisi, Dugenta, Solopaca, Telese Terme, Valle di Maddaloni, Vitulano, Cerreto Sannita. 'Visite' che che si erano concluse con il sequestro di computer, pen drive, telefonini e documentazione relativa ad avvisi pubblici ed appalti.
Associazione per delinquere, turbativa di gara, corruzione e abuso d'ufficio le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, nei confronti di sette persone: i responsabili degli uffici tecnici di più Comuni – quattro sanniti e tre casertani-, due liberi professionisti – un ingegnere ed un architetto - ed un imprenditore, tutti della provincia di Benevento.
Gli inquirenti ritengono di aver individuato un gruppo di pubblici ufficiali e tecnici che, oltre ad alterare il regolare svolgimento delle gare d'appalto, favorendone l'assegnazione ad una impresa, dal cui titolare avrebbero ricevuto denaro ed altre utilità, si sarebbe scambiato favori e incarichi di progettazione, direzione e lavori.
Nel mirino sono finiti una serie di interventi in più centri, per un valore complessivo di 8 milioni di euro: manutenzione straordinaria e sicurezza stradale degli assi urbani per il riammagliamento del corridoio ferroviario Napoli- Bari, messa in sicurezza della strada provinciale 108, rifunzionalizzazione e messa in sicurezza della viabilità comunale, adeguamento sismico, risanamento centro urbano, adeguamento energetico di un impianto sportivo.
I fatti, inclusi nell'arco temporale dal 2018 ad oggi, si sarebbero verificati a Paupisi, Melizzano, Dragoni, Moiano, Valle di Maddaloni e Alvignano. Attenzione puntata, poi, sul ruolo che avrebbero svolto due società di ingegneria, delle quali farebbero parte mogli, compagne e figli di alcuni indagati, assegnatarie di alcuni incarichi.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Ettore Marcarelli, Angelo Leone, Danilo Riccio, Sergio Rando, Roberto Prozzo, Giuseppe Stellato, Mauro Iodice, Claudio Sgambato, Alfonso Iannotta.
